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Riforma Pensioni: bocciato il ricalcolo contributivo

di Redazione PMI.it

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Analizzando le proposte sul tavolo nell'ambito della prossima riforma pensioni, i sindacati segnalano l'eccessiva penalizzazione di un eventuale ricalcolo interamente contributivo.

Il nodo chiave della trattativa fra Governo e sindacati in ambito flessibilità in uscita – nell’ambito del tavolo tecnico al ministero del Lavoro sulla Riforma pensioni – è il ricalcolo contributivo: le parti sociali insistono sulla pensione di vecchiaia a 62 anni e anticipata con 41 anni di contributi ma in entrambi i casi preservando la quota retributiva eventualmente maturata.

Penalità del ricalcolo contributivo

Nell’attesa delle prossime riunioni, la Cgil ha predisposto delle simulazioni ipotizzando l’età del ritiro a 64 anni, con diverse carriere contributive. In generale, la differenza fra attuale sistema e ricalcolo interamente contributivo prevede un taglio intorno che va dal 20 al 30%.

Esempio 1. Un lavoratore di 64 anni con un reddito medio a fine attività di 23mila euro lordi, una carriera lineare e 36 anni di contributi, ha spiegato spiega Ezio Cigna, responsabile della previdenza pubblica della Cgil nazionale, vedrebbe la sua pensione passare da 1.145 euro lordi (sistema misto) a 801 euro lordi, con una decurtazione di 344 euro (30%) che porterebbe il lavoratore a ricevere una pensione netta di 732 euro, inferiore a quella di cittadinanza.

Esempio 2. Considerando un reddito di 30mila euro lordi, una contribuzione di 33 anni (sempre con un’età di  64 anni), una pensione da 1.530 euro lordi diventa, con il ricalcolo contributivo di 1.059 euro lordi, perdendo 471 euro (31%), pari d un netto di 859 euro.

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Reazioni

«Il tema di una nuova e più equa flessibilità in uscita è una priorità sociale ed economica» insiste il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.

«Il punto è sempre lo stesso: bisogna capire quante sono le risorse a disposizione, perché per quel che riguarda il merito, la nostra proposta la conoscono meglio di noi e ne condividono anche l’impostazione» aggiunge il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

«Il governo, che più volte ha dichiarato di condividere la finalità e l’impianto della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, si è preso l’impegno di stimare e valutare le nostre proposte – ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli -. Restiamo in attesa di vedere quali misure metterà sul tavolo e quante saranno le risorse a disposizione».

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