Congedo di paternità: durata e domanda

di Barbara Weisz

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Il congedo di paternità sale a sette giorni per il 2020, domanda al datore di lavoro o all'INPS, il diritto è aggiuntivo rispetto al congedo che spetta alla madre: analisi della norma in manovra 2020.

Per utilizzare il congedo di paternità obbligatorio, che nel 2020 in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio è di 7 giorni, il lavoratore deve presentare domanda al datore di lavoro con almeno 15 giorni di anticipo sulle date prescelte. Se invece la prestazione viene direttamente pagata dall’INPS, la domanda va presentata direttamente all’istituto previdenziale, con le stesse modalità previste negli scorsi anni (servizio online dedicato).

Le regole di fruizione del congedo di paternità non sono dunque cambiate, la novità prevista dalla manovra 2020 riguarda soltanto l’innalzamento a 7 giorni rispetto ai 5 previsti nel 2019.

Attenzione: la misura è riferita esclusivamente all’anno 2020. Per il momento, infatti, il congedo di paternità resta una misura sperimentale: introdotto a partire dal 2013, è stato via via prorogato e potenziato ma non è una misura strutturale.

Quindi, i 7 giorni previsti dalla manovra (comma 342 legge 160/2019) si utilizzano per i figli che nascono dal primo gennaio al 31 dicembre 2020. Possono essere goduti anche in via non continuativa (ma non possono essere frazionati ad ore), entro i primi cinque mesi di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affido).

Oltre ai 7 giorni obbligatori, il padre può anche prendere un ulteriore giorno di congedo in alternativa alla madre.

=> Congedo paternità: istruzioni e domanda

Un’importante precisazione viene fornita dai consulenti del lavoro (circolare 1/2020), i quali ricordano che il congedo obbligatorio «si configura come un diritto autonomo», e «in quanto tale è aggiuntivo rispetto a quello della madre e indipendente dal congedo di maternità». Di conseguenza, se il padre utilizza anche il congedo previsto dall’articolo 28 del dlgs 151/2001 (il congedo di maternità in caso di decesso o grave infermità della madre), somma a quest’ultimo i 7 giorni previsti dal congedo di paternità.

La domanda al datore di lavoro viene presentata con le modalità previste dal decreto ministeriale del Lavoro del 22 dicembre 2012. La comunicazione avviene in forma scritta oppure attraverso il sistema aziendale per la gestione delle assenze. Sarà poi il datore di lavoro a comunicare all’INPS le giornate fruite. Se intende utilizzare anche il giorno aggiuntivo in alternativa alla madre, presenta sempre richiesta scritta al datore di lavoro, allegando una dichiarazione della madre che rinuncia alla giornata spettante. La documentazione va inviata anche al datore di lavoro della madre.

Il congedo di paternità, lo ricordiamo, è retribuito al 100%, con accreditamento di contributi figurativi validi sia per il diritto sia per la misura della pensione. Se il congedo avviene al di fuori del rapporto di lavoro, per avere i contributivi figurativi bisogna invece avere almeno cinque anni di contributi già versati.

Ricordiamo infine che le disposizioni europee (che l’Italia recepirà) prevedono che in ogni caso tutti gli Stati Membri debbano prevedere strutturalmente un congedo di paternità pari ad almeno 10 giorni lavorativi.

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