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Quota 100, Boeri: allarme risorse INPS

di Redazione PMI.it

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Attacco del presidente INPS alla Legge di Bilancio: per quota 100 i soldi non bastano, il reddito di cittadinanza rischia di alimentare il lavoro in nero.

Il presidente INPS, Tito Boeri, lancia un duro attacco alla manovra del Governo Conte e, più in particolare, al capitolo riservato alla Riforma delle Pensioni:

Per quota 100 i soldi non bastano. L’INPS non va commissariata e sulle pensioni anticipate i soldi previsti non basteranno.

Manovra alimenta lavoro nero

Il presidente uscente precisa:

Dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa. E le tasse sono destinate ad aumentare. La durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo è sbagliatissimo: finirà per alimentare il lavoro nero.

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Così come farà, secondo Boeri, anche il reddito di cittadinanza:

Io ero e sono favorevole ad una misura di sostegno alla povertà, e ho apprezzato il fatto che le ultime bozze si sono avvicinate ad una estensione del reddito di inclusione in vigore. Ma è vero che nel testo ci sono diverse incongruenze.

La misura spiazza il lavoro al Sud. Un single con reddito zero può aspirare a 9.360 euro l’anno: sa quanti sono i lavoratori dipendenti al Sud che hanno redditi da lavoro inferiori a quella somma? Il 43%.

Ciò significa che quasi un giovane su due da quelle parti potrà essere messo di fronte a due alternative entrambe allettanti: smettere di lavorare o essere pagato in nero per ottenere comunque il sussidio.

Inoltre si penalizzano le famiglie numerose dove sono concentrati i poveri. Una famiglia con tre figli prende il doppio di un single, una famiglia con cinque figli lo stesso. Non si doveva sostenere la genitorialità?

Pensioni d’oro e indicizzazioni

Boeri conclude, con riferimento al blocco delle indicizzazioni e al taglio delle pensioni d’oro:

E’ uno dei problemi che stiamo affrontando in queste ore. Se tutto va bene il taglio delle pensioni d’oro sarà a marzo, il blocco delle indicizzazioni ad aprile. Ciò significa che la prima decurtazione accorperà tre mesi. Trovo paradossale che mentre si dice di voler abolire la legge Fornero si introduca lo stesso meccanismo che inizialmente diede i maggiori risparmi.

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