Assunzioni e skill mismatch in Italia

di Redazione PMI.it

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Aumentano le imprese pronte ad assumere ma si accentuano le disparità nelle varie province, mentre cresce la difficoltà nel reperire figure qualificate.

Nel mese di ottobre sono aumentate le imprese che intendono promuovere nuove assunzioni, un incremento che caratterizza soprattutto alcune aree della penisola secondo quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

Stando alle stime, sono 370mila i contratti di lavoro da stipulare entro fine mese, tuttavia nel 29% dei casi le aziende manifestano difficoltà nel reperire le figure professionali ricercate. La difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro interessa soprattutto le Province di Pordenone, Lecco, Ferrara e Bologna mentre valori inferiori riguardano Brindisi, Benevento, Taranto e Ragusa.

Mappa provinciale

Il report sottolinea come al Nord Ovest il maggior numero di contratti sia previsto a Milano, Torino, Brescia, Bergamo e Varese, sebbene nel bresciano le difficoltà di reperimento siano maggiori rispetto agli altri territori,

Al Nord Est, invece, a prevedere un maggior numero di assunzioni sono le Province di Bologna, Verona, Padova, Treviso e Vicenza, tuttavia è il capoluogo emiliano a segnalare numerosi profili difficili da trovare. Nel Centro sono in testa Roma, Firenze, Latina, Perugia e Ancona: la Capitale, inoltre,  si colloca al di sotto della media per quanto riguarda la difficoltà di trovare risorse qualificate. Al Sud e nelle Isole, infine, gli ingressi programmati riguardano soprattutto le Province di Napoli, Bari, Salerno, Palermo e Catania.

Profili ricercati

Sono i tecnici in campo ingegneristico (61,2%) a rappresentare i profili professionali più difficili da reperire, come i tecnici addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico e i tecnici per la gestione, manutenzione ed uso di robot industriali. Seguono gli operai specializzati nella lavorazione dei metalli (58%), gli addetti a macchinari dell’industria tessile (50,3%), gli ingegneri (49,8%), gli operai di macchine automatiche (49,7%) e gli elettromeccanici (47%).

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