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Quota 100 in attesa di dettagli: scenari possibili

di Barbara Weisz

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La prossima Legge di Bilancio conterrà la pensione con la quota 100, somma di età e contributi versati: le regole su calcolo, contributivi figurativi, compatibilità con APe sociale e volontario.

I lavoratori che percepiscono l’APe sociale o l’APe volontario potranno, ricorrendone i requisiti, andare in pensione con la quota 100, dopo aver terminato la prestazione in corso: il condizionale è d’obbligo, perché ancora non si conoscono i dettagli della Riforma, ma in base alle anticipazioni disponibili grazie all’ampio dibattito in corso, che coinvolge anche i rappresentanti del Governo, cerchiamo di analizzare tutti gli scenari previdenziali che si aprono con l’introduzione della quota 100.

Quota 100

II meccanismo di base della norma in preparazione è che sarà possibile andare in pensione quando la somma di età anagrafica e anni di contributi è almeno pari a 100. Ci saranno, con ogni probabilità, ulteriori paletti alla maturazione di questo requisito: l’età anagrafica pari a 64 anni, almeno 36 anni di contributi. Significa che, ad esempio, un lavoratore che ha 62 anni, anche in presenza di 38 anni di contributi (quindi, di una somma pari a 100), non ha accesso alla pensione quota 100 perché gli manca il requisito minimo di età. Stesso discorso sui 36 anni minimi di contribuzione: sono esclusi quindi coloro che hanno 65 anni con 35 anni di contributi.

Un dettaglio atteso riguarda il calcolo dei contributi. Ci sarà con ogni probabilità un tetto massimo ai contributi figurativi utilizzabili, a due o tre anni.

Possibilità di pensione

La quota 100 è una misura che si aggiunge alle altre possibilità di pensione attualmente disponibili, senza sostituirne alcuna. Quindi, se un lavoratore matura la pensione di vecchiaia (nel 2019, 67 anni), oppure la pensione anticipata (42 o 43 anni e tre mesi di contributi, rispettivamente per donne e uomini, sempre dal 2019), prima della quota 100, continua a poter usare questi strumenti.

Nel programma di Governo, in realtà, c’è l’abbassamento a 41 anni e cinque mesi (dal 2019) del requisito per la pensione anticipata, ma è una misura che sembra destinata a slittare ai prossimi anni. La quota 100, invece, dovrebbe essere ricompresa nella prossima legge di Bilancio, per entrare quindi in vigore nel 2019.

APe e quota 100

E veniamo alla compatibilità con l’APe. Per quanto riguarda l’APe social, il lavoratore continua a percepire la prestazione fino alla scadenza. A quel punto, se avrà il requisito per la quota 100, potrà utilizzarla per andare in pensione. Sarà interessante capire cosa succede a coloro che, eventualmente, maturano la quota 100 prima di terminare l’APe social. Questo beneficio accompagna il lavoratore alla pensione di vecchiaia. Se però l’assistito matura prima il diritto a pensione anticipata, si interrompe l’APe social e il lavoratore va in pensione anticipata. Bisogna capire se il medesimo meccanismo sarà previsto anche in caso di maturazione della quota 100 in corso di percezione dell’APE social.

Quanto all’APE volontaria, il lavoratore può decidere in qualsiasi momento di passare alla pensione con quota 100. Nel caso in cui lo faccia mentre ancora percepisce il trattamento, dovrà interromperlo e ricalcolare le rate di restituzione.