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Proroga Opzione Donna, appello ai partiti

di Noemi Ricci

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Opzione Donna, le lavoratrici lanciano l'Appello al Parlamento e alle forze politiche per una proroga al 2018.

Chiedono con forza la proroga dell’Opzione Donna le lavoratrici italiane, che lanciano un appello al nuovo Parlamento e alle forze politiche per estendere e prorogare il regime sperimentale fino alla fine dell’anno. In particolare il Movimento Opzione Donna, coordinato dalla Dott. Lucia Rispoli e da Teresa Ginetta Caiazzo, chiede che:

Le forze politiche rispettino gli impegni elettorali e approvino rapidamente la proroga dell’opzione donna sino al 31 dicembre 2018.

Opzione Donna

Ricordiamo che l’Opzione Donna consiste nella possibilità per le lavoratrici di andare in pensione con 57/58 anni e 35 di contributi accettando come penalizzazione che l’assegno previdenziale venga calcolato con il metodo contributivo.

Appello per la proroga

Sono oltre  20mila le lavoratrici aderenti al Movimento che ha ottenuto durante le elezioni l’inserimento della proroga nei programmi elettorali di M5S e nei programmi di alcuni partiti della Sinistra e della Destra redatti per le recenti elezioni. Ora però è tempo che i nuovi Parlamentari, i presidenti di Commissione ed i Capigruppo mantengano le promesse fatte:

Vi chiediamo di assumere l’impegno di varare con urgenza la Proroga di Opzione Donna. L’approvazione nell’immediato della Proroga Opzione Donna al 2018 rappresenta ad oggi l’unico atto politico in grado di correggere le sottovalutazioni e gli errori compiuti a danno delle donne in ambito pensionistico nell’ultimo biennio e nel contempo risolvere la problematica di migliaia di donne di 57/58 anni con 35 anni di contributi, disposte ad accettare il calcolo contributivo con rilevanti risparmi per lo Stato, alle quali è stato impedito, prima dalla Legge di Bilancio 2017 , poi con quella del 2018, di avvalersi dell’unica forma di flessibilità nell’accesso alla pensione per esse prevista.

Tra l’altro non vi è neanche un problema di risorse perché , ricorda il Movimento, la Legge di Bilancio 2015 ha previsto espressamente che si potessero utilizzare le risorse stanziate ma non utilizzate per questa misura. Questo significa che la proroga può di fatto essere varata subito, senza attendere la revisione complessiva della materia pensionistica annunciata in campagna elettorale.

Per questo, incalza il Movimento, è necessario che Parlamento e forze politiche agiscano in fretta e bene per ridare speranza all’universo femminile che il Governo sembra aver dimenticato nell’ultimo biennio.