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Troppi ostacoli per l’e-commerce in Italia

di Carlo Lavalle

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ecommerce.pngL’e-Commerce è un’opportunità di crescita economica in Italia sempreché non vengano messi vincoli che ne blocchino il suo sviluppo. E’ questo il messaggio lanciato dal convegno organizzato il 19 febbraio a Roma da Netcomm presso la Camera dei deputati. In occasione dell’evento, cui hanno partecipato rappresentanti di Amazon, eBay, Google, Banzai e Confindustria digitale, è stato presentato il documento “E-Commerce: scenario di riferimento e quadro normativo: proposte, indicazioni e priorità per uno sviluppo sostenibile”.

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Secondo Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, le piccole e medie imprese italiane con il commercio elettronico avrebbero la possibilità di entrare in contatto con una platea di oltre 1 miliardo ci consumatori che abitualmente compra online e di 2,6 miliardi di individui che sono su internet.

“Ma stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale del Made in Italy che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati”.

Le aziende italiane che vendono online sono oggi solo il 4% del totale e, inoltre, ci sono grosse lacune sulla banda larga. Il settore e-commerce cresce a doppia cifra (intorno al +20% all’anno negli ultimi 6 anni) ed è stimato oltre i 13 miliardi di euro per il 2014. Contemporaneamente aumenta il numero di acquirenti online italiani che sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni. Tuttavia, l’Italia registra ancora un ritardo risultando ultima in quasi tutte le classifiche su tutti i fattori che condizionano lo sviluppo. Troppi vincoli fiscali, legislativi e nei pagamenti frenano e ostacolano la scelta per le imprese di vendere online sui mercati domestico e globali.

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