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PMI ancora in crisi: ecco perchè

di LavoroImpresa

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Il primo trimestre dell'anno è già  quasi passato e della tanto agognata ripresa economica neanche l'ombra. Perfino quella flebile luce in fondo al tunnel che fino all'anno scorso si poteva intravedere sembra essersi smorzata definitivamente. Le imprese arrancano e molti imprenditori sono sfiancati, esausti, demoralizzati.

L'alternativa alla perdita sistematica è la chiusura definitiva dell'attività .

=> Approfondisci: bassi ricavi e perdita sistematica non sono evasione fiscale

Sono diversi i motivi che mettono in ginocchio gli imprenditori italiani: le banche non concedono più crediti, i clienti privati hanno difficoltà  a pagare e la norma che prevede il pagamento delle Pubbliche Amministrazioni entro 30 giorni stenta a decollare. Di contro, il Fisco chiede sempre più insistentemente di rispettare scadenze e adempimenti.

=> Leggi le misure contro il ritardo nei pagamenti dalla PA

Crediti, fidi e finanziamenti
La concessione di crediti, fidi e finanziamenti è sicuramente il tallone di Achille delle imprese. Da un lato sono state inasprite le condizioni per la concessione di nuovi finanziamenti dall'altro vengono ridotti i crediti alle imprese da parte delle banche. Molte aziende, visibilmente solide e con bilanci in regola, si sono viste chiudere improvvisamente e senza una plausibile motivazione le linee di credito.

Ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni
Che fine ha fatto quella norma che prevede il pagamento delle fatture da parte delle Pubbliche Amministrazioni entro trenta o sessanta giorni? La direttiva europea esiste, è vero, ma sembrerebbe non essere mai decollata. La PA non riesce a rispettare gli impegni e gli imprenditori non sono nelle condizioni di protestare per il timore di vedersi bloccare le commesse.

Ritardi nei pagamenti tra privati
La carenza di liquidità  incide pesantemente anche nei rapporti tra privati e alimenta la nascita delle insolvenze.

=> Leggi la direttiva UE sui tempi di pagamento

Tasse, imposte e contributi
Tasse, imposte e contributi che le aziende sono chiamate a corrispondere al fisco sono arrivati a livelli insostenibili. La pressione fiscale è arrivata a sfondare il tetto del 50%. Le scadenze e gli adempimenti tributari sono difficilissimi da rispettare soprattutto per le piccole e medie imprese.