Lavoro, in ufficio pesa lo scontro generazionale

di Barbara Weisz

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I dipendenti italiani sono mediamente soddisfatti del lavoro che fanno ma le lamentele sulle discriminazioni non mancano: un lavoratore su quattro dichiara di aver rilevato in ufficio trattamenti ingiusti o difficoltà  nell’ambiente di lavoro.
Il problema numero uno, tuttavia, è in genere è rappresentato dall’età : le difficoltà  nascono dalla scontro generazionale.

Lo rileva l’edizione 2013 della consueta indagine sul Diversity Management dell’Osservatorio Sda Bocconi.
Ecco le cause più frequenti di discriminazione: percorso educativo, 42%, età  (essere anziano), 42%, sesso 39%, orientamento politico, 38%, look, 37%. Quelle che rendono ostile l’ambiente: percorso educativo, 50%, età  (essere anziano) 40%, famiglia professionale, 34%, età  (essere giovani), 34%, orientamento politico, 33%, look, 32%, sesso, 31%.

L’età  avanzata è dunque considerata dal 42% motivo di discriminazione fra colleghi e dal 40% un motivo di difficoltà . Ma nel 34% dei casi è segnalato un ambiente ostile anche verso i giovani: questi ultimi sostengono che le politiche di carriera favoriscono i più anziani, mentre questo secondo gruppo lamenta che tutta l'attenzione vada ai giovani.

Qualche altro dato: ben il 23% dei dipendenti (l’inchiesta è stata condotta tra impiegati nella stessa azienda da almeno 10 anni) ritiene che alcuni colleghi possano essere stati discriminati o trattati ingiustamente dai superiori o da altri dipendenti.
Un ambiente ostile è invece rilevato dal 20% dei dipendenti.

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La ricerca evidenzia anche come raramente le politiche aziendali valutino i manager in base agli obiettivi raggiunti nel Diversity Management.
I dipendenti lamentano scarse politiche di flessibilità  (si adottano solo strumenti tradizionali di flessibilità  in entrata o in uscita, o il part-time), mancanza di supporto della genitorialità  e in genere difficoltà  a conciliare in modo soddisfacente vita lavorativa e personale.

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I margini di miglioramento ci sono, soprattutto tenendo conto della spinta propulsiva che può arrivare dal fatto che, nonostante le criticità , i dipendenti sono soddisfatti di quel che fanno: da 1 a 5, il grado di soddisfazione medio è pari a 4.