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Romani, oggi l’incontro rinviato con gli operatori

di Noemi Ricci

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Rinviato ad oggi l'incontro del ministro Romani con banche, GSE, Confindustria e associazioni delle Rinnovabili, dopo lo slittamento del 15 marzo: si discute di Quarto Conto Energia, investimenti e incentivi.

Incentivi Rinnovabili: rinviato a oggi pomeriggio l’incontro tra operatori e Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo Economica, convocato per lo scorso 15 marzo ma slittato all’ultimo per la convocazione urgente dei ministri Prestigiacomo e Romani a Bruxelles per l’emergenza Nucleare. L’obiettivo è individuare uno spiraglio, che tuteli gli investimenti già fatti, nei provvedimenti attuativi del Decreto Rinnovabili. Una speranza finora disattesa.

Al tavolo tecnico sono convocati GSE, banche, alcune associazioni di categoria, Confindustria e Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU). Ancora esclusa Assosolare.

Nonostante i propositi di “riflessione”, la posizione del Governo resta ancora focalizzata sul Nucleare, ridimensionando l’impegno verso le Rinnovabili, per quanto il ministro Giancarlo Galan, anch’egli invitato all’incontro odierno, l’impegno del Governo viaggia in parallelo sia sul fronte delle energie rinnovabili che su quello del Nucleare, senza che uno penalizzi l’altro: «la produzione dell’energia fotovoltaica in Italia rappresenta un costo notevole perché non è affiancato dall’energia nucleare. L’equilibrio economico infatti può essere ottenuto solo avendo a disposizione un mix di produzioni derivanti da diverse fonti: nucleare, fotovoltaico e biomasse. L’eolico, invece, va limitato, a tutela dei nostri splendidi paesaggi».

I punti chiave sui quali associazioni come GIFI/ANIE cercheranno di far valere le proprie ragionisono gli effetti negativi del Decreto Rinnovabili sull’occupazione, con la perdita stimata di 10.000 posti di lavoro e sugli investimenti di migliaia di imprese (delle quali oltre 2000 Pmi), con un blocco di oltre 40 miliardi di euro.

Dopo l’approvazione alla Camera della mozione bipartisan sulle fonti rinnovabili, ora si chiede al Governo di definire un piano nazionale fino al 2020 che dia più respiro e fondi alla ricerca e all’innovazione tecnologica anche sul fronte dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica.

Il CNCU chiederà di innalzare l’obiettivo del raggiungimento del 17% di energia da rinnovabili al 2020, allineandolo ai Paese dell’Unione europea che superano anche il 30%. Gianni Cavinato, presidente dell’ACU, che oggi interverrà in rappresentanza del CNCU spiega inoltre che al tempo in cui sono stati individuati gli incentivi per Fotovoltaico e altre fonti rinnovabili, i costi degli impianti erano maggiori. Oggi il perfezionamento delle tecnologie a portato miglioramenti in questo senso. Quindi va bene rimodulare gli incentivi, non “tagliarli con le forbici”.

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