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Rinnovabili: investimenti dimezzati per taglio incentivi

di Noemi Ricci

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In flessione gli investimenti nelle fonti rinnovabili, anche se meno di quanto ci si aspettasse dopo il taglio degli incentivi alle energie pulite: i dati 2012 e i contributi futuri.

Gli investimenti nelle Rinnovabili hanno subito un duro colpo con il taglio agli incentivi praticati dai Governi di molti Paesi, Italia compresa.

Secondo il recente studio di Bloomberg New Energy Finance, a livello globale il calo è stato pari a -11% ma in Italia la flessione è stata addirittura pari a -51%, pari a 14,7 miliardi di dollari in meno.

Si è passati dai 302 miliardi di dollari del 2011 ai 268,7 miliardi di dollari del 2012. E guardando alle linee guida nazionali, il futuro si presenta ancora incerto:

=> Leggi  l’Agenda Clini 2013 per la Green Economy

Lo scettro del mercato se l’è preso la Cina, guarda un po’, con un comparto delle Rinnovabili cresciuto del 20%. Seguono USA, Giappone e Sudafrica (che ha investito 5,5 miliardi di dollari nel 2012, contro le poche decine di milioni del 2011).

In flessione a causa di austerity e taglio incentivi, invece, l’India (-44%), soprattutto sul fronte dell’eolico e del solare, e la Spagna (-68%). E poi l’Italia, purtroppo, dove se non altro i dati 2012 sono superiori a quelli precedenti al 2011. Si è investito nelle Rinnovabili cinque volte più di quanto fatto nel 2004, ma il timore è che il brusco taglio degli incentivi possa provocare a breve una drastica inversione di marcia:

=> Leggi i dati sulle fonti Rinnovabili in Italia

In realtà, il trend è globale: come spiega il dirigente del Bnef Michel Liebreich, si sapeva «che il 2012 sarebbe stato al di sotto del livello del 2011, ma le voci sulla morte degli investimenti nell’energia pulita sono state comunque fortemente esagerate».

Cronaca di una morte annunciata dunque? Cosa resta da fare per le aziende delle Rinnovabili che avevano investito prima dei tagli? Chiudere i battenti?

In futuro gli incentivi sono destinati a tramutarsi, bene che vada, in sgravi fiscali. Almeno per fonti alternative come il Fotovoltaico, che fino ad oggi ha beneficiato in misura maggiore dei contributi statali. Più spazio è lasciato ora alle altre Rinnovabili:

=>Consulta tutti gli incentivi alle Rinnovabili

Quasi sorprende «che il declino non sia stato ancora più forte, viste le turbolenze alle quali le energie rinnovabili sono state sottoposte nel 2012, a causa delle incertezze sulle politiche di sostegno, la crisi in corso in Europa e il continuo calo dei costi delle tecnologie».