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Strategia Energetica Nazionale in dirittura d’arrivo

di Francesca Vinciarelli

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SEN ai nastri di partenza: le anticipazioni del Sottosegretario De Vincenti sulla Strategia Energetica Nazionale del Governo a breve al vaglio di sindacati, imprese e associazioni.

È pronta la Strategia Energetica Nazionale (SEN): entro metà ottobre il Governo presenterà il testo ufficiale, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti.

Leggi cosa cambierà con la Strategia Energetica Nazionale

Tra i punti chiave della Strategia Energetica Nazionale spiccano la riduzione delle emissioni nocive (-19% rispetto ai livelli del 1990) e quella dei consumi energetici primari (-4% rispetto alla quota del 2010).

In totale con l’entrata in vigore della Strategia Energetica Nazionale l’Italia punta ad ottenere risparmi per 5 miliardi di euro, attraverso la riduzione delle importazioni di energia dall’estero, generando al contempo circa 180 miliardi di investimenti entro il 2020 e 25mila nuovi posti di lavoro.

Idrocarburi nazionali

Il punto più delicato della SEN è la strategia per il rilancio della produzione in Italia la produzione di petrolio e gas, con i consumi che dovranno raggiungere quota 12-14% del totale entro il 2020, contro il 7% attuale.  Per raggiungere questo obiettivo sono previste semplificazioni burocratiche, in particolare dell’iter autorizzativo per realizzare impianti di estrazione di idrocarburi con una autorizzazione unica al posto delle attuali tre.

A differenza della prima bozza (vedi link sotto) le aree individuate per l’estrazione degli idrocarburi sarebbero le stesse ma con una indicazione geografica più generica per quanto riguarda l’ultima: Val Padana, Alto Adriatico, Abruzzo, Basilicata e Canale di Sicilia.

Leggi la prima bozza della Strategia Energetica Nazionale

Passando invece all’hub del gas, per ottenere maggiore indipendenza dall’estero la SEN prevede autorizzazioni più veloci per i gasdotti e la realizzazione di infrastrutture con copertura degli investimenti  “a carico del sistema”  (con fondi pubblici se venissero meno i finanziamenti privati).

Per tutti questi aspetti non è detta ancora l’ultima parola.

Lo Schema del Governo per la SEN, tuttavia,  non diverrà definitivo senza prima una valutazione da parte di sindacati, imprese e associazioni di categoria per «arrivare a condividere se non tutte le ricette, le conoscenze di fondo e l’impostazione», come dichiarato da De Vincenti.