Legge di Stabilità: addio bonus energia al 55%?

di Noemi Ricci

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Probabile proroga nella Legge di Stabilità per il bonus energia, ma con condizioni meno favorevoli per le imprese: non più detrazioni al 55% e nuovi tetti e limiti di spesa.

La Legge di Stabilità prorogherà il bonus energia ancora per 3 anni, ma non più al 55%. Sono queste le ultime anticipazioni trapelate sul maxi-emendamento attualmente allo studio. Le imprese potranno quindi contare sulle detrazioni fiscali sulle spese sostenute per interventi di risparmio e riqualificazione energetica fino al 2014, ma con benefici attenutati rispetto al passato.

La bozza dell’emendamento omnibus alla Legge di Stabilità – le cui misure per il bonus energia ricalcano quelle studiate per il Decreto Sviluppo – stanno sollevando le proteste delle imprese del settore.

Il bonus 55% per l’efficienza energetica non sarà mantenuto identico ma ridotto, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2011: si scenderà al 41% o 52% a seconda dei lavori realizzati.

Per l’installazione delle caldaie a condensazione più piccole e la sostituzione delle finestre verrà applicato uno sconto del 41%, una detrazione del 52% verrà invece concessa per tutte le altre tipologie di lavori volti ad ottenere una maggiore efficienza energetica, come coibentazioni, pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore, caldaie a condensazione di potenza maggiore o uguale a 35 kW.

Dovrebbe essere introdotto, inoltre, un nuovo tetto massimo agli investimenti da portare in detrazione e al costo unitario ammissibille per i alcuni interventi di risparmio energetico.

Ma la notizia peggiore riguarda i bonus per le istallazioni di finestre, che costituiscono la metà degli interventi di risparmio energetico. È stato infatti stabilito un massimo di 40 mila euro di bonus (contro i 60 mila attuali), con limite di spesa di 450 euro Iva esclusa per metro quadrato e il vincolo di abbinare questo tipo di lavori a quelli per l’istallazione di sistemi di termoregolazione per singolo alloggio o singolo locale, volti a ridurre gli sprechi di energia.

A manifestare il proprio dissenzo le principali sigle delle imprese del settore, come Uncsaal e Finco, le nuove regole infatti rischiano di far desistere molti contribuenti dall’avviare lavori per la sostituzione delle finestre con un conseguente impatto sui fatturati delle imprese.