Terremoto Emilia: aiuti alle imprese che non delocalizzano

di Teresa Barone

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I fondi destinati alle imprese emiliane danneggiate dal sisma possono essere richiesti solo dalle aziende che confermano la loro permanenza nel territorio.

La Regione Emilia Romagna ha diffuso una comunicazione importante destinata alle imprese che richiedono gli aiuti per la ricostruzione dopo il sisma: sarà possibile accedere ai fondi solo se le attività rimarranno nel territorio, e nessuna agevolazione è prevista per le aziende che decidono di spostarsi altrove.

Stando alle dichiarazioni dell’assessore alle attività produttive dell’Emilia Romagna Gian Carlo Muzzarelli, la possibilità di richiedere gli aiuti da parte delle imprese emiliane danneggiate dal sisma non è estesa alle aziende che delocalizzano.

«Tutti i contributi europei, nazionali, regionali e locali saranno concessi esclusivamente alle imprese che confermeranno la loro permanenza sul territorio. Alle multinazionali, più esposte al rischio delocalizzazione, è stato proposto un ‘pacchetto’ che prevede spostamenti parziali e temporanei, ma concordati. Va da sé che tutti i contributi europei, nazionali, regionali e locali saranno concessi esclusivamente alle imprese che confermeranno la loro permanenza sul territorio.»

Una decisione che nasce allo scopo di evitare l’allontanamento dal territorio di molte imprese ormai parte integrante dell’economia emiliana, tenendo anche conto del fatto che solo l’area colpita dal terremoto, quindi le Province di Modena, Ferrara e Bologna, produce circa l’1,8% del Pil nazionale.

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