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Made in Italy: nuovi incentivi per la promozione estera

di Redazione PMI.it

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Nuove regole per i contributi alla promozione estera del Made in Italy, anche online: coperto il 70% delle spese fino a 150mila euro.

Aumentato l’importo del contributo ministeriale per la promozione all’estero del Made in Italy, ampliata la platea dei beneficiari con inclusione dei consorzi di imprese e altri soggetti, stanziate nuove risorse: sono le novità del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 31 maggio 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 luglio, che integra le modifiche previste dalla Legge di Stabilità 2021.

Si tratta degli incentivi per la promozione all’estero di marchi collettivi o di certificazione prevista dal dl 34/2019 (articolo 32, comma da 12 a 15) destinato alle associazioni rappresentative delle categorie produttive, a cui ora si aggiungono anche i consorzi di tutela e altri organismi di tipo associativo o cooperativo per la promozione all’estero, di marchi collettivi e di certificazione a loro riconducibili. Finanzia le seguenti tipologie di iniziative, che possono svolgersi anche online, sotto forma di fiere digitali, webinar, incontri su piattaforme web e con ogni mezzo via internet:

  • partecipazione a fiere e saloni internazionali;
  • eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;
  • incontri bilaterali con associazioni estere;
  • seminari in Italia con operatori esteri e all’estero;
  • azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali on-line;
  • creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.

L’importo dell’agevolazione è pari al 70% delle spese sostenute, con tetto massimo di 150mila euro. Tra quelle ammissibili:

  • quote di partecipazione, affitto e allestimento di stand presso fiere e saloni internazionali in Italia e all’estero. Il soggetto beneficiario che partecipa alla manifestazione fieristica con più di uno stand deve dichiararlo e spiegarne le motivazioni;
  • spese per organizzazione dei webinar e partecipazione a fiere digitali e online;
  • affitto e allestimento di spazi espositivi temporanei;
  • interpretariato, traduzione, noleggio di attrezzature e strumentazioni;
  • brochure , siti internet multilingue, cataloghi, materiale informativo, spot televisivi/radiofonici, pubblicità e promozione su siti web , punti di distribuzione o su riviste internazionali inerenti il marchio. Sono inclusi i costi per testimonial e influencer.;
  • spese per azioni dimostrative delle produzioni in occasione delle iniziative previste nel progetto;
    affitto sale per attività di formazione, incontri bilaterali e/o seminari.

A seguito del nuovo Regolamento, le modalità di presentazione della domanda saranno definite con provvedimento applicativo del direttore generale per la tutela della proprietà industriale – Ufficio italiano brevetti e marchi.