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Addizionali comunali IRPEF nel 730/2026: le città con le aliquote più alte

di Anna Fabi

4 Maggio 2026 09:41

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Dal prospetto per il 730/2026 emergono aliquote comunali IRPEF nei capoluoghi fino all’1,2% e soglie di esenzione oltre 20mila euro.

Nel 730/2026 le addizionali comunali IRPEF incidono sui rimborsi fiscale con differenze ampie da un capo all’altro dello Stivale: è quanto emerge dall’analisi del prospetto delle aliquote per il saldo 2025 e l’acconto 2026, allegato alle istruzioni del modello. Si va dai Comuni a zero IRPEF come Bolzano e Trento fino a città con aliquote oltre lo 0,8% tra cui Roma, Napoli, Palermo, Torino, Genova, Salerno, Brindisi e Vibo Valentia. Sul versante esenzioni, invece, non mancano le sosprese. Vediamo in dettaglio l’elenco delle aliquote di tutti i capoluoghi di provincia e le agevolazioni previste.

Addizionale comunale IRPEF nel 730/2026

L’addizionale comunale IRPEF viene applicata al reddito imponibile del contribuente in base al Comune di riferimento e confluisce nella dichiarazione dei redditi insieme all’IRPEF nazionale e all’addizionale regionale. Nel modello 730/2026 il prospetto serve per determinare il saldo 2025 e l’acconto 2026, con aliquote uniche oppure differenziate per scaglioni.

CALCOLO IRPEF 2026

La tabella annuale distingue due modelli di aliquote progressive: i quattro scaglioni fino a 15.000 euro, da oltre 15.000 a 28.000 euro, da oltre 28.000 a 50.000 euro e oltre 50.000 euro; oppure i tre scaglioni fino a 28.000 euro, da oltre 28.000 a 50.000 euro e oltre 50.000 euro.

Il doppio binario dipende dalla disciplina transitoria introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. Pur essendo l’IRPEF nazionale passata stabilmente a tre scaglioni, i Comuni possono infatti determinare, per gli anni d’imposta 2025, 2026 e 2027, aliquote differenziate dell’addizionale comunale sulla base degli scaglioni precedenti. Per questo nel prospetto del 730/2026 convivono Comuni con aliquota unica, Comuni allineati ai tre scaglioni IRPEF e Comuni che conservano la struttura a quattro fasce.

Capoluoghi con aliquote comunali IRPEF più alte

Tra i capoluoghi e co-capoluoghi estratti dal prospetto, le aliquote più alte arrivano all’1,2%. La soglia riguarda Brindisi e Vibo Valentia con aliquota unica, mentre Alessandria, Genova e Torino arrivano allo stesso valore nello scaglione più alto. Lecce applica l’1,2% sui due scaglioni superiori, mentre Salerno si colloca all’1,1% con aliquota unica.

Roma resta allo 0,9% con soglia di esenzione a 14.000 euro. Napoli applica l’1% con esenzione a 12.000 euro, Palermo l’1,014% senza soglia indicata nel prospetto, Avellino l’1% con esenzione a 20.000 euro. Potenza arriva all’1% nello scaglione più alto.

Tra i grandi capoluoghi si distingue anche Milano, che applica un’aliquota unica dello 0,8%, in linea con molte città italiane ma senza articolazione per scaglioni, a differenza di altri Comuni che utilizzano aliquote crescenti fino all’1,2%.

Esenzioni più alte nei capoluoghi

Le soglie di esenzione riportate nel prospetto indicano il limite di imponibile addizionale entro cui l’addizionale comunale risulta azzerata, salvo i casi particolari descritti nella colonna di tipizzazione. Tra i capoluoghi, la soglia più alta è quella di Firenze, pari a 25.000 euro, seguita da Milano, che come detto applica l’aliquota unica dello 0,8% ma azzera l’addizionale fino a 23.000 euro di imponibile, riducendo il prelievo sui redditi medio-bassi e rendendo il confronto con altri grandi Comuni meno immediato rispetto alla sola lettura dell’aliquota.

Seguono Enna a 22.999 euro e Mantova a 22.000 euro. Oltre la soglia dei 15.000 euro compaiono anche Avellino, Gorizia, Lecco, Lodi, Pavia, Rimini, Treviso, Vicenza e altri capoluoghi con esenzioni calibrate sui redditi più bassi.

La lettura della tabella richiede attenzione perché alcune esenzioni sono generali mentre altre dipendono dal tipo di reddito, dalla pensione, dal lavoro dipendente o da condizioni familiari e personali.

Tabella addizionali comunali nei capoluoghi

Di seguito sono riportate le aliquote comunali IRPEF dei capoluoghi estratte dal prospetto per la modulistica 2026. Per completezza, la tabella include anche Barletta, Andria e Trani, oltre a Cesena e Urbino, indicati insieme ai rispettivi territori provinciali di riferimento.

Comune Addizionale comunale IRPEF Soglia esenzione
Agrigento 0,8% unica 7.499 euro
Alessandria 0,8% / 1,1% / 1,2% (3 scaglioni)
Ancona 0,8% unica
Aosta 0,5% unica 9.999 euro
Ascoli Piceno 0,8% unica 8.500 euro
L’Aquila 0,6% unica 15.000 euro
Arezzo 0,48% / 0,49% / 0,78% / 0,79% (4 scaglioni) 13.500 euro
Asti 0,54% / 0,78% / 0,79% (3 scaglioni) 7.500 euro
Avellino 1% unica 20.000 euro
Bari 0,8% unica 15.000 euro
Bergamo 0,8% unica
Biella 0,8% unica
Belluno 0,8% unica 12.000 euro
Benevento 0,8% unica
Bologna 0,8% unica 15.000 euro
Brindisi 1,2% unica 10.000 euro
Brescia 0,8% unica 13.000 euro
Barletta 0,5% / 0,79% / 0,8% (3 scaglioni) 9.000 euro
Andria 0,8% unica 7.500 euro
Trani 0,8% unica
Bolzano 0% unica
Cagliari 0,66% / 0,72% / 0,78% / 0,8% (4 scaglioni) 10.000 euro
Campobasso 0,8% unica
Caserta 0,8% unica
Chieti 0,8% unica 7.499 euro
Caltanissetta 0,8% unica
Cuneo 0,8% unica 15.000 euro
Como 0,8% unica 15.000 euro
Cremona 0,7% / 0,75% / 0,79% (3 scaglioni) 12.000 euro
Cosenza 0,8% unica 8.000 euro
Catania 0,8% unica
Catanzaro 0,8% unica
Enna 0,8% unica 22.999 euro
Forlì 0,5% / 0,65% / 0,78% / 0,8% (4 scaglioni) 15.000 euro
Cesena 0,3% / 0,5% / 0,7% / 0,8% (4 scaglioni) 7.499 euro
Ferrara 0,8% unica 12.000 euro
Foggia 0,8% unica 7.500 euro
Firenze 0,2% unica 25.000 euro
Fermo 0,8% unica
Frosinone 0,8% unica 8.000 euro
Genova 1% / 1,1% / 1,2% (3 scaglioni) 14.000 euro
Gorizia 0,6% unica 18.000 euro
Grosseto 0,8% unica 8.500 euro
Imperia 0,8% unica
Isernia 0,8% unica 7.499 euro
Crotone 0,8% unica
Lecco 0,8% unica 17.000 euro
Lecce 0,8% / 0,8% / 1,2% / 1,2% (4 scaglioni)
Livorno 0,8% unica 10.000 euro
Lodi 0,8% unica 17.000 euro
Latina 0,8% unica 10.000 euro
Lucca 0,8% unica 14.500 euro
Monza 0,8% unica 15.000 euro
Macerata 0,8% unica 12.000 euro
Messina 0,8% unica
Milano 0,8% unica 23.000 euro
Mantova 0,8% unica 22.000 euro
Modena 0,8% unica 15.000 euro
Massa 0,8% unica 8.000 euro
Matera 0,7% unica
Napoli 1% unica 12.000 euro
Novara 0,8% unica 10.000 euro
Nuoro 0,8% unica
Oristano 0,6% unica 10.000 euro
Palermo 1,014% unica
Piacenza 0,8% unica 15.000 euro
Padova 0,8% unica 15.000 euro
Pescara 0,8% unica 15.000 euro
Perugia 0,7% / 0,75% / 0,8% (3 scaglioni) 12.000 euro
Pisa 0,8% unica 15.000 euro
Pordenone 0,2% / 0,25% / 0,3% / 0,4% (4 scaglioni) 15.000 euro
Prato 0,8% unica 8.500 euro
Parma 0,8% unica 12.000 euro
Pistoia 0,8% unica 15.000 euro
Pesaro 0,8% unica
Urbino 0,8% unica 8.000 euro
Pavia 0,8% unica 16.000 euro
Potenza 0,8% / 0,8% / 1% (3 scaglioni)
Ravenna 0,7% / 0,75% / 0,78% / 0,8% (4 scaglioni)
Reggio Calabria 0,8% unica
Reggio Emilia 0,69% / 0,71% / 0,78% / 0,8% (4 scaglioni) 15.000 euro
Ragusa 0,8% unica
Rieti 0,8% unica 14.000 euro
Roma 0,9% unica 14.000 euro
Rimini 0,2% unica 16.000 euro
Rovigo 0,8% unica 13.000 euro
Salerno 1,1% unica 10.000 euro
Siena 0,8% unica 11.000 euro
Sondrio 0,6% unica 8.000 euro
La Spezia 0,8% unica 12.000 euro
Siracusa 0,8% unica 7.500 euro
Sassari 0,8% unica
Carbonia 0,59% / 0,6% / 0,79% / 0,8% (4 scaglioni)
Savona 0,8% unica 10.000 euro
Taranto 0,8% unica 8.000 euro
Teramo 0,8% unica
Trento 0% unica
Torino 0,8% / 0,8% / 1,1% / 1,2% (4 scaglioni) 11.790 euro
Trapani 0,8% unica
Terni 0,8% unica 13.000 euro
Trieste 0,5% unica 15.000 euro
Treviso 0,8% unica 16.000 euro
Udine 0,8% unica
Varese 0,8% unica 12.000 euro
Verbania 0,8% unica 15.000 euro
Vercelli 0,8% unica 8.000 euro
Venezia 0,8% unica 15.000 euro
Vicenza 0,8% unica 15.125 euro
Verona 0,8% unica 15.000 euro
Viterbo 0,8% unica 8.000 euro
Vibo Valentia 1,2% unica 7.000 euro

Controlli nel 730 tra saldo e acconto

Nel 730 precompilato 2026, l’addizionale comunale può comparire nel prospetto di liquidazione con saldo dell’anno precedente e acconto dell’anno in corso. Il contribuente deve verificare Comune, aliquota, eventuale soglia di esenzione e presenza di condizioni agevolative collegate al tipo di reddito.

La tabella aiuta anche a usare correttamente il calcolo IRPEF 2026, perché l’addizionale comunale incide sul risultato finale insieme all’imposta nazionale e all’addizionale regionale. Nei Comuni con aliquote per scaglioni, la percentuale va letta in base alla fascia di reddito prevista dal prospetto.