Le informazioni contenute in un foglio di lavoro possono essere “integrate”, talvolta, anche da una rappresentazione grafica. Un grafico ben costruito ha una valenza informativa notevole in quanto consente di analizzare e confrontare i dati ancor prima di leggere i valori riportati sul foglio di lavoro; in questo tutorial, dopo aver analizzato le procedure che permettono di creare un grafico, ci soffermeremo sulle modalità operative che consentono di apportare modifiche allo stesso o soltanto ad alcune sue parti.
Per la creazione di un grafico si utilizza, generalmente, la procedura guidata messa a disposizione da Excel. Quando i dati da rappresentare sono ben strutturati sotto forma di tabella è buona regola, selezionare precedentemente quest’ultima (se si desidera visualizzare nel grafico le etichette di riga e di colonna, occorre includere nella selezione le celle che le contengono) prima di avviare la procedura: la selezione consente di individuare, in maniera automatica, le serie di dati che Excel utilizzerà per il grafico.
La procedura si avvia attraverso il pulsante “Creazione guidata Grafico” disponibile sulla barra degli strumenti standard oppure, in alternativa, utilizzare il comando “Grafico” del menu “Inserisci”.
A video appare la finestra Creazione guidata Grafico, composta da quattro finestre consecutive che consentono di selezionare le varie opzioni da assegnare al grafico.
Alla finestra successiva si accede attraverso il pulsante Avanti posto sulla parte inferiore di ognuna di esse; diversamente, se si aziona il pulsante Fine, posto su ognuno delle quattro finestre, le opzioni delle finestre successive vengono assegnate automaticamente dall’applicazione (impostazioni predefinite).
Nella prima finestra “Passaggio 1 di 4 – Tipo di grafico” occorre selezionare il tipo di grafico che si desidera utilizzare.
Figura 1. Tipo di grafico

La scelta (a barre, ad istogrammi, a torta, a bolle, ecc.) non deve essere casuale o legata al gusto dell’operatore, quanto piuttosto subordinata al tipo di dati da rappresentare. Così, ad esempio, è opportuno utilizzare un grafico “ad istogramma” per rappresentare le variazioni dei dati nel tempo oppure il confronto tra diversi elementi, un grafico “a torta” per evidenziare le proporzioni dei vari elementi che costituiscono un insieme, un grafico “a linee” per mostrare le tendenze dei dati a intervalli uguali di rilevamento, etc.