Storage-as-a-Service, nuova sfida del Cloud Computing

di Noemi Ricci

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Da una recente indagine IDC è emerso come lo Storage-as-a-Service si stia facendo strada tra le imprese, che mostrano di preferire l'alternativa online. Nasce l'era delle nuove declinazioni di Cloud Computing

Secondo una recente indagine condotta su 812 imprese da IDC, lo Storage-as-a-Service non sarebbe più visto come una semplice alternativa dalle aziende, ma come una reale opportunità.

La domanda di servizi di archiviazione online – tra cui backup/disaster recovery, long-term record retention, business continuity ed availability – sarebbe molto forte nelle imprese di piccole e medie dimensioni, che si trovano ad affrontare pressioni sul bilancio e sul personale IT.

Le motivazioni sono strettamente legate alla sempre crescente quantità di dati che le imprese continuano a generare e la conseguente ricerca di metodi ottimali per archiviarli e proteggerli.

Secondo IDC questo trend sarà il precursore per il Cloud Storage a lungo termine e per nuove opportunità offerte dal Cloud Computing , che avranno un grande impatto sull’industria dello storage.

Lo Storage come servizio prenderà piede in due fasi: in un primo momento per consentire la protezione, il recupero, la conservazione a lungo termine, e la business continuity. In seconda battuta come un sottoprodotto di una più grande iniziativa di Cloud Computing.

Tra i principali risultati dell’indagine IDC vi è la considerazione che saranno avvantaggiati i fornitori che saranno in grado di offrire un’ampia gamma di servizi per soddisfare le diverse esigenze di Storage-as-a-Service.

Le imprese mostrano infatti una preferenza per i fornitori la cui attenzione si concentra su servizi online oltre che per coloro che hanno un forte background tecnico. Sono inoltre interessate allo Storage come servizio sia per il costo inferiore sia per il bisogno di un minor numero di personale IT.