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COLT: i dubbi delle Pmi italiane sul Cloud Computing

di Noemi Ricci

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Un recente studio COLT spiega cosa frena le piccole e medie imprese dall'affidarsi al Cloud Computing: il timore per la sicurezza dei dati e la dipendenza dalla connessione

Nonostante il Cloud Computing rappresenti per le aziende italiane un buon investimento, ancora non sembra decollare. Secondo un nuovo studio condotto da COLT, la colpa è il timore delle nostre Pmi di compromettere la sicurezza dei dati (65%), ma ancor più di sviluppare una eccessiva dipendenza dalla connessione per poter accedere alle applicazioni (91%).

Il rischio di dipendere dalla banda larga per fruire delle applicazioni è accompagnato dalla preoccupazione sulla sua affidabilità e disponibilità, così frammentaria in Italia.

Per quanto riguarda la sicurezza, si teme la perdita dei dati da parte del gestore del Data Center o la loro cessione a terze parti.

Le Pmi italiane sono però consapevoli dei benefici potenziali del Cloud: il 77% degli intervistati ritiene proprio la sicurezza uno dei vantaggi.

Una contraddizione – quella emersa dalla ricerca, realizzata tra gennaio e febbraio 2010 con questionari telefonici a 100 Pmi italiane – che rivela la necessità di maggiore informazione, trasparenza e dialogo tra fornitori di servizi e imprese.

Centralizzare le policy di sicurezza e la gestione dei dati aiuta a semplificare l’aggiornamento di antivirus e firewall, rafforzando la protezione contro eventuali attacchi. In più, i servizi cloud aiutano a prevenire il rischio di perdita totale dei dati e le cause di guasto del client.

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