Sistemi sicurezza: bene le Pmi d’Italia

di Noemi Ricci

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Le Pmi europee si dimostrano ancora troppo arretrate in quanto a gestione del sistema sicurezza. In controtendenza, l'Italia mostra ottime percentuali di aderenza agli obblighi di legge. Lo rivela l'ISPESL

Inefficienti i sistema sicurezza delle piccole e medie imprese europee: solo il 10%-15% delle aziende con meno di quindici addetti effettuano controlli ricorrenti (come le valutazioni del rischio) nonostante gli obblighi di legge. Lo rivela l’ISPESL rendendo noti i dati d una ricerca europea sui rischi emergenti (ESENER).

Il 40% delle Pmi europee con 10-19 dipendenti si affida a consulenti esterni, pratica comune anche per il 17% delle medie imprese fino a 500 addetti.

L’Italia per una volta si distingue in positivo: il 32% delle Pmi fino a 19 dipendenti delega all’esterno la valutazione del rischio, mentre è il 100% di quelle con più di 250 dipendenti a svolgere tale compito regolarmente. Solo il 2% di quelle fino a 249 lavoratori non compie regolarmente tale pratica.

Buone abitudini che rappresentano un investimento per le imprese e per l’economia nazionale, non un costo. Lo ha sottolineato il commissario straordinario dell’ISPESL Antonio Moccaldi, ricordando che il 6% del PIL europeo viene perso a causa di infortuni e malattie professionali.

Fondamentale, dunque, promuovere una cultura della salute, della sicurezza sul lavoro e del benessere dei lavoratori, individuando gli strumenti adatti alla loro gestione efficace e promozione, oltre a strategie di intervento e programmi di prevenzione.

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