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Phishing INPS: falsi rimborsi e bonus 600 euro

di Redazione PMI.it

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False email INPS sul Bonus da 600 euro per rubare i dati della carta di credito, nel frattempo quasi un milione di domande di indennità Covid respinte.

È in corso una campagna di phishing che ha come finalità quella di sottrarre dati finanziari agli utenti, destinatari di false email apparentemente inviate dall’INPS per avvisare riguardo un ipotetico rimborso o per fornire informazioni sul Bonus da 600 euro.

=> Indennità INPS 600 euro: consultazione domanda online

False email

L’IMPS mette in guardia gli utenti invitando a ignorare questo tipo di email, che propongono di cliccare su un link per ottenere il versamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Istituto, con il fine di recuperare i dati relativi alla carta di credito.

L’avviso recita testualmente:

L’Inps avvisa gli utenti che è in corso un tentativo di truffa tramite email di phishing finalizzata a sottrarre fraudolentemente il numero della carta di credito, con la falsa motivazione che servirebbe a ottenere un rimborso o il pagamento del Bonus 600 euro. Si invitano tutti gli utenti ad ignorare email che propongono di cliccare su un link per ottenere il pagamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Inps. Si ricorda che le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it e che l’Inps, per motivi di sicurezza, non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili.

Come si ribadisce, le informazioni sulle prestazioni sono consultabili esclusivamente attraverso il portale ufficiale dell’INPS. L’Istituto non invia in nessun caso comunicazioni email contenenti link cliccabili.

Bonus 600 euro

Intanto, segnaliamo che al 27 aprile le domande pervenute erano 4.772.178 per quanto concerne l’Indennità Covid 600 euro, di cui 3.668.968 accolte. Le rimanenti, alla stessa data:

  • circa 225.000 con IBAN errato, in fase di correzione;
  • circa 300.000 respinte per incompatibilità con Pensione o Reddito di Cittadinanza già in pagamento;
  • circa 630.000 con requisiti non riconosciuti dopo le correzioni per categoria sbagliata dall’utente.

Infine, al 3 maggio risultavano pagati 3.427.837 bonus.

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