Ecosistema urbano, Italia poco sostenibile

di Barbara Weisz

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Il 17esimo rapporto di Legambiente sull'Ecosistema Urbano: le tre città più sostenibili sono Venezia, Bolzano e Belluno, ma la situazione media del paese è piatta.

Città ferme, immobili. Anche quelle che ottengono i posti migliori in classifica, più che sostenibili, sono le meno insostenibili. E’ impietosa la fotografia scattata dal 17esimo rapporto di Legambiente sull’Ecosistema Urbano, il tradizionale studio che passa in rassegna le città d’Italia valutandole attraverso una serie di parametri legati alla qualità dell’ambiente, dei relativi servizi, della vivibilità.

La classifica, per la prima volta divisa in tre parti (città grandi, medie e piccole), vede in testa rispettivamente per ognuna delle categorie, Venezia, Bolzano e Belluno. I fanalini di coda, invece, sono tutti siciliani: Catania, Siracusa, Caltanissetta.

«Al di là della posizione in classifica» sottolinea Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, «se si va a guardare il punteggio di ogni città, salta agli occhi che non ci sono sostanziali variazioni rispetto al 2009, e se ci sono, nella maggioranza dei casi, sono in negativo, vale per Varese come per Reggio Calabria». I motivi di quello che viene definito «un vero e proprio stallo» sono diversi: mancanza di innovazione, politiche insufficienti sulle risorse idriche, sulla mobilità, sull’inquinamento dell’aria, sulla riqualificazione energetica in edilizia. L’unico settore in cui Legambiente registra dei miglioramenti, è quello della raccolta dei rifiuti, dove è decollata la differenziata.

Ma vediamo nel dettaglio la classifica: Venezia è in testa grazie soprattutto al fatto di avere poche auto e moto circolanti e per la grande superficie urbana pedonalizzata. Entrambi record che si possono tranquillamente ricondurre alla natura lagunare del territorio più che alle buone pratiche amministrative. Il capoluogo veneto primeggia anche per piste ciclabili, aree verdi e trasporto pubblico. La top ten delle grandi città prosegue con Bologna, con buone performances sulle polveri sottili, sulla depurazione delle acque, sulla mobilità sostenibile e nell’energia solare. Terzo gradino del podio per Genova, l’unica fra le grandi città a meritare il massimo dei voti (100 su 100) sulla mobilità sostenibile, e con buoni risultati anche sui qualità dell’aria, pianificazione ambientale, auto circolanti. Il capoluogo ligure ha però un punto debole nella raccolta differenziata.

E veniamo alla parte bassa della classifica delle grandi città (recensite 15 metropoli sopra i 200mila abitanti), dove spicca un dato: i tre gradini più bassi sono interamente occupati da città siciliane. L’ultima, come detto, è Catania, preceduta da Messina e Palermo.

Un record negativo, quello della Sicilia, ulteriormente rinforzato dalle posizioni di coda di Siracusa fra le città medie (44 città fra gli 80 e i 200mila abitanti), e di Caltanissetta fra quelle di piccole dimensioni (45 centri sotto gli 80mila abitanti). Fra l’altro, nella graduatoria delle piccole città sono fra le ultime anche Trapani, 42esima, ed Enna, 40esima, mentre Agrigento, malgrado lo scempio della Valle dei Templi, è al 32esimo posto.

Al top delle città medie dopo Bolzano ci sono Trento e Parma, mentre fra i fanalini di coda Latina e Reggio Calabria. Quanto alle città piccole, sul podio Belluno, Verbania e Aosta, in coda oltre a Caltanissetta ci sono Vibo Valentia e Crotone.

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