Maturità 2011, promossi in aumento

di Barbara Weisz

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Gli esami di maturità della scorsa estate hanno visto aumentare i promossi, 99,2%, e gli ammessi all'esame, 94,7%. Il maggior numero di bocciati in Sardegna, quasi tutti promossi in Basilicata. I dati Miur.

La maturità 2011 è stata meno severa in sede di scrutinio finale. Il numero dei bocciati è infatti diminuito rispetto all’anno scorso, così come ha segnato una flessione il numero degli studenti non ammessi all’esame. Lo rilevano i dati del Ministero dell’Istruzione.

Nel dettaglio, all’esame di maturità 2011 sono stati promossi il 99,2% degli studenti, mentre l’anno scorso la percentuale si era fermata al 98,4%. Dimezzato il numero di coloro che non sono riusciti a conquistare l’agognato diploma: lo 0,8%, contro l’1,6% dell’anno scolastico 1009-2010.

Il numero di studenti delle superiori che è riuscito ad accedere all’esame è stato pari al 94,7%, mentre i non ammessi sono stati il 5,3%, meno del 5,9% del precedente anno scolastico. I non ammessi sono però cresciuti rispetto al 2008-2009, quando erano stati il 5,1%.

La regione più severa con i maturandi è stato la Sardegna, dove la percentuale di promossi scende al 98,6% e dove è stato basso anche il numero degli ammessi alla maturità, 87,6%, l’unico dato inferiore al 90% in tutta Italia.

Seconda classifica in tema di severità la Liguria, 98,7% di promossi, seguita da Friuli Venezia Giulia, 98,8%.

Quasi tutti promossi, invece, in Basilicata, 99,9%, e in Calabria, 99,8%. Sopra la media anche i risultati in Campania, 99,6%, Puglia, 99,5%, e Marche, 99,4%.

Lo 0,9% degli studenti ha meritato 100 e lode, mentre a meritare 100 (senza lode) è stato il 5,5 dei maturati. La maggioranza dei voti ha oscillato fra 61 e 70 (31,6%) e 71 e 80, (28,4%).

La regione in cui il 100 e lode sono stati più numerosi è la Puglia, 1,6%, seguita da Calabria e Umbria, entrambe all’1,5%. Quella in cui le eccellenze sono state meno frequentemente elargite è la Lombardia, 0,4%.

Viceversa, i 60 (il voto minimo) sono stati il 10% in tutta Italia, concentrati soprattutto in Campania, 12,4%, Lazio, 11,6%, Sicilia, 11,5%, Basiicata e Molise, 11,2%. 

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