Inpdap per un Turismo accessibile e sociale

di Stefano Gorla

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Accordo tra il Ministro del Turismo e Inpdap per il rafforzamento del sistema dei buoni vacanza destinato in particolare a pensionati, famiglie a basso reddito e disabili.

Il 22 luglio 2011 il Ministro del Turismo ha annunciato l’accordo con l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) per consentire soggiorni turistici per persone con disabilità, pensionati e famiglie con bassi redditi iscritti all’Inpdap attraverso l’utilizzo dei Buoni Vacanza.

Sulla base dell’accordo, che il Ministro ha definito “un modello per lo sviluppo del turismo sociale in Italia”, gli aventi diritti potranno effettuare soggiorni in località turistiche e strutture convenzionate, in ogni momento dell’anno tranne l’alta stagione (1 luglio – 24 agosto).

Con i Buoni Vacanza erogati dallo Stato potranno contare su un contributo pari fino al 45% del costo del viaggio. Dal canto suo l’Inpdap, con uno stanziamento di 2 milioni di euro per le vacanze dei propri iscritti nel 2011 e ulteriori risorse  garantite per il biennio successivo, si è impegnato ad assicurare un contributo che può arrivare  al raddoppio della somma ottenuta con i Buoni vacanza statali.

Nel caso di famiglie con una persona portatrice di disabilità, il raddoppio del Buono Vacanza è assicurato.

Come indicato al comma 2 dell’art.2 2. le parti intendono attuare tali iniziative turistiche recependo i principi sociali sanciti nel “Manifesto per la promozione del Turismo accessibile“, redatto in attuazione dell’art, 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificato con Legge in data 24 febbraio 2009, n.18.

L’Accordo di collaborazione all’art. 3 prevede che i soggiorni vacanze siano garantiti “con particolare riguardo alle località che possono offrire consolidate attrazioni turistiche” e specifica che l’iniziativa deve assicurare anche “l’individuazione di alcune misure di intervento assistenziale, sociale, per lo sviluppo di una vita di relazione, e di possibile aggiornamento culturale”.

Dai dati forniti dal Ministro  fra il 2010 e il 2011, il contributo dei Buoni vacanza è stato pari a 6 milioni e 430 mila euro, che sommati agli 8 milioni e 576 mila a carico delle famiglie porta la spesa turistica generata dal sistema sopra quota 15 milioni di euro (15 milioni 7 mila euro). Fra il 2010 e il 2011 sono stati emessi 16.815 contributi.

Nel corso del 2010 le richieste di Buoni Vacanze sono state 8.371: il contributo erogato dallo Stato è stato di quasi tre milioni di euro (2 milioni 926 mila euro) mentre le famiglie hanno versato direttamente la parte rimanente, pari a poco più di quattro milioni di euro (4 milioni 78 mila). Grazie al sostegno statale il settore turistico ha potuto usufruire di una spesa turistica che ha superato di poco (5 mila euro) la soglia dei sette milioni di euro.

Nel primo semestre del 2011 la spesa turistica complessiva ha già raggiunto gli otto milioni di euro, grazie all’emissione di 8.444 Buoni vacanza che hanno dato alle famiglie un contributo complessivo pari a 3 milioni 504 mila euro che, unitamente alla quota a loro carico (4 milioni 497 mila, consente di raggiungere un totale di circa 8 milioni di euro.

Dal 1° luglio – ad eccezione dell’isola di Lampedusa, per la quale è stata stabilita una deroga per sostenere l’economia dell’isola in difficoltà – la fruizione di buoni vacanza è sospesa per l’inizio dell’alta stagione fino al 24 agosto.

Durante la Conferenza Stampa il Ministro ha così concluso: «l’accordo sarà un esempio che mi auguro possa essere seguito da altre casse previdenziali o realtà similari, interessate ad investire sul miglioramento della qualità della vita dei propri iscritti appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. La persona è, da sempre, al centro della nostra azione di governo.  La vacanza rappresenta un’esperienza essenziale per il benessere psicofisico e un momento di arricchimento culturale e sociale. Tutti devono avere diritto a questa opportunità di miglioramento della propria qualità di vita».

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