No Tav in Val di Susa, i lavori e la protesta

di Barbara Weisz

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Il ministro Maroni chiede accuse severe, fino al tentato omicidio, per i black bloc dopo gli scontri di domenica con la polizia durante le proteste contro la Tav.

A Chiomonte sono ripartiti i lavori del cantiere per la linea ad alta velocità Torino Lione. A Roma, invece, non si placano le polemiche dopo la durissima domenica che si è conclusa con un bilancio di centinaia di feriti. Scontri nei boschi intorno al cantiere della Tav fra i black bloc e le forze dell’ordine, nel giorno in cui era stata organizzata una manifestazione, del tutto pacifica, dei comitati che combattono contro la realizzazione della grande opera.

«Abbiamo assistito a un’azione di stampo terroristico» ha tuonato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, definendosi d’accordo con chi ritiene opportuno ipotizzare «il reato di tentato omicidio».

Dopo gli scontri di domenica proseguiti per circa sei ore, sono state fermate quattro persone, per cui le accuse sono di resistenza, lancio di oggetti pericolosi, lesioni e violenza. Sarà la procura di Torino, giodata da Giancarlo Caselli, e dover dire la parola definitiva sulla tipologia di reato da contestare. Le violenze di domenica sono state nettamente condannate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha parlato di «inaudite azioni aggressive» contro le forze dell’ordine e he definito intollerabile il fatto che «a legittime manifestazioni di dissenso» si sovrappongano «squadre militarizzate» che attaccano «i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge».