Tv digitale, Adiconsum diffida AgCom

di Lorenzo Gennari

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Dopo un anno dalla denuncia di Adiconsum e dall'apertura della conseguente istruttoria, Agcom non ha ancora deliberato sulla questione del decoder unico obbligando, di fatto, gli utenti all'acquisto di diversi apparati

L’associazione in difesa dei consumatori e dell’ambiente, Adiconsum, ha diffidato l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per una conclusione in tempi rapidi (5 giorni) dell’Istruttoria aperta circa un anno fa, al fine di garantire la visione delle due diverse piattaforme satellitare e digitale terrestre attraverso l’utilizzo di un solo decoder.

In assenza di una delibera in merito, lo switch off in atto in diverse regioni e province italiane, costringe gli utenti non raggiunti dal segnale terrestre all’acquisto di un apparato aggiuntivo per la ricezione dei canali tramite satellite. Tale situazione potrebbe comunque essere agevolmente risolta se solo esistesse una compatibilità tra i decoder satellitari TivùSat e quelli di Sky.

Eppure, la stessa Autorità aveva già comunicato, durante il tavolo d’incontro con le associazioni dei consumatori nell?aprile 2010, le specifiche dei criteri adottati per la classificazione dei decoder facendo presagire, di lì a poco (180 giorni), la conclusione della relativa istruttoria, con la definizione di un sistema di classificazione in grado di permettere, agli utenti, la scelta dei modelli compatibili con più di una piattaforma.

Un piccolo passo sembrerebbe averlo fatto TivùSat che ha reso disbonibile un proprio modulo CAM (modulo ad accesso condizionato), cui tuttavia non fa riscontro l’esistenza di una omologa interfaccia del sistema Sky. Una delibera dell’Adiconsum è quindi auspicabile per spingere l’operatore che non si è adeguato, a distribuire i propri decoder con lo slot common interface (cioè un sistema in grado di supportare codifiche differenti). L’attesa prosegue, ma stavolta gli utenti penalizzati potrebbero spuntarla.

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