Nobel per la pace, Vendola sostiene Internet

di Lorenzo Gennari

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Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, sostiene la campagna Internet for peace, pensata e organizzata dal mensile Wired Italia e dal suo direttore Riccardo Luna, per candidare Internet al Premio Nobel per la Pace 2010

«Internet è un enorme propulsore di messaggi di pace e di libertà», ha dichiarato Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e portavoce nazionale del movimento “Sinistra Ecologia Libertà”. «La Rete – ha aggiunto Vendola – è sempre più un vero e proprio luogo del possibile, in cui milioni di persone dialogano, si scambiano speranze ed esperienze, scienza e conoscenza».

Il presidente pugliese si è così unito alla campagna per assegnare alla Rete il Premio Nobel per la pace 2010. L’iniziativa è di Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, che sta facendo dell?assegnazione del premio a Internet una vera e propria missione. Il prossimo 8 ottobre il Comitato per il Nobel prenderà la decisione ufficiale sul vincitore di quest’anno che vede, tra i possibili candidati, anche altri membri della “famiglia” di Internet.

Si tratterebbe, stando alle prime indiscrezioni, degli americani Larry Roberts e Vint Cerf o del britannico Tim Berners-Lee, rispettivamente padri delle reti a commutazione di pacchetto, del protocollo per la trasmissione dei dati TCP/IP e del World Wide Web. Praticamente è come se Internet avesse ricevuto ben quattro candidature.

Il motivo della legittimità della presentazione di un prodotto della scienza informatica ad un premio per la Pace, lo ha riassunto proprio Vendola, che ritiene che Internet abbia «il pregio di superare le barriere geografiche e abbattere i muri innalzati dai potenti e dai governi a protezione dello status quo, facilitando la conoscenza e la naturale predisposizione dell’essere umano all’empatia».

«La Rete – secondo il presidente della Regione Puglia – ci fa vedere la faccia pulita della globalizzazione, quella dell’estensione dei diritti civili e sociali e della rivendicazione di libertà e giustizia per gli oppressi. Costruisce pace perché unisce, perché narra porzioni di racconto che altrimenti non avrebbero voce».