Web e TV, c’è sempre meno differenza

di Lorenzo Gennari

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L'European Interactive Advertising Association (EIAA) ha svolto un'indagine sulle modalità di fruizione dei contenuti di Web e Tv da parte degli italiani: la convergenza dei due sistemi è molto apprezzata

Non è vero che gli italiani sono attaccati ai vecchi stereotipi della televisione vista unicamente in salotto, seduti sul divano e con il telecomando in mano. Anche la figura dell’informatico incallito supertecnologico che odia invece la tv e che fruisce qualunque contenuto mediatico solo ed esclusivamente dal suo pc non corrisponde più alla realtà.

Gli italiani insomma sono sempre meno classificabili in uno di queste due clichè, poichè l’EIAA (European Interactive Advertising Association), nell’ambito della sua ricerca “media multi-tasking”, ha scoperto come l’utilizzo simultaneo di Web e Tv sia in forte crescita.

Internet è sicuramente il miglior metodo di fruizione contemporanea di diversi mezzi di comunicazione, ma è anche vero che la tecnologia che riguarda gli apparecchi per l’intrattenimento televisivo ha fatto si che si possa godere di una certa interattività anche tramite il classico schermo Tv. Infatti, sono ormai sempre di più i decoder, i pannelli lcd, al plasma o i personal video recorder che integrano diverse interfacce per la connessione in rete o per l’accesso ad Internet.

I dati della ricerca confermano la rapida crescita dell’utilizzo convergente di questi apparecchi che fondono per l’appunto Tv e Internet. Si parla del +38 per cento dal 2006, con quasi un quarto (22 per cento) degli europei oggi coinvolto in questo trend. In Italia aumenta addirittura del 75 per cento l’utilizzo simultaneo di Web e Tv (2006-2008) contro una crescita media europea del 38 per cento.

La ricerca online e la posta elettronica si confermano le 2 attività più sfruttate dagli internauti nostrani, ma è in rialzo anche la comunicazione via social network. Gli italiani si informano principalmente sui siti ufficiali dei brand di interesse e sui portali di comparazione dei prezzi. Il 45 per cento di questi è più propenso a cambiare opinione su un brand dopo una ricerca su Internet.

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