Sicilia: c?è sfiducia nelle istituzioni

di Alessandro Vinciarelli

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I siciliani dichiarano la loro sfiducia nei confronti degli enti locali. Per risolvere i problemi delle città è necessario l?intervento diretto del governo nazionale.

La recente indagine dell’Istituto Nazionale Demopolis sottolinea un’atmosfera di sfiducia dei siciliani nei confronti degli enti locali, che vengono considerati non adeguati dai cittadini.

I sindaci non sono in grado di incidere positivamente nella risoluzione dei problemi delle città e non funzionano i meccanismi legati a sanità e ambiente.

Questo, in buona sostanza, è il sentimento dei cittadini, che evidenziano l’insoddisfazione nelle maggiori cariche istituzionali degli enti e, soprattutto nelle aree metropolitane, si rassegnano alle carenze di qualità dei servizi strutturali e sociali erogati. L’unico contesto promosso è quello della pubblica istruzione.

In particolare solo il 25% dei cittadini ha individuato nel proprio Comune l’ente pubblico con il potere di incidere maggiormente sulla risoluzione dei problemi, contro il 38% del 2001. Meglio la regione (33%), mentre pessimo il risultato della Provincia (2%).

In relazione agli aspetti sanitari, solo il 31% del campione si dichiara soddisfatto nella qualità dei servizi regionali, mentre la rimanente parte richiede una Sicilia in grado di offrire in Sicilia strutture e prestazioni più in linea con gli standard nazionali ed europei.

Resta negativo il giudizio degli utenti sulla qualità e sull’efficienza dei servizi di Pronto Soccorso e di diversi reparti in molte strutture ospedaliere, con particolare riferimento alla città più popolosa, Palermo. «Sono spesso inaccettabili – dichiarano i cittadini – modalità e tempi di attesa per visite ed esami specialistici».