Pirateria online: la RIAA ci prova con i provider

di Giulia Gatti

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La RIAA, Recording Industry Association of America, sulla scia della Dottrina Sarkozy cerca un'altra strada per combattere la pirateria online: gli accordi con i provider per mettere a rischio le connessioni degli utenti indisciplinati

Se la strategia della lotta diretta contro il cibernauta che scarica e scambia materiale protetto da copyright via Internet non funziona, e anzi ha un negativo risvolto d’immagine, allora la RIAA, l’associazione americana dei produttori discografici (Recording Industry Association of America), decide di cambiare strategia.

E lo fa seguendo gli input dati a novembre con l’approvazione in Francia della cosiddetta Dottrina Sarkozy, che prevede la possibilità, per l’industria discografica, di stringere accordi con i provider fino ad arrivare a tagliare le connessioni web degli utenti indisciplinati, che scaricano e condividono materiale protetto da copyright tramite Internet.

Quindi la strategia dovrebbe diventare questa: addio alle cause legali dirette, come dire a tu per tu, contro i singoli utenti, azioni legali che negli USA hanno portato a un significativo calo d’immagine della stessa industria discografica e a ben pochi risultati, e ben vengano i patti stipulati direttamente con gli ISP, per garantire un traffico web di solo materiale consentito.

Come si attuerebbe questo tipo di accordo una volta che sia stato intrapreso con un provider? In sostanza il cibernauta statunitense che fa un uso troppo disinvolto della sua connessione web verrà identificato, quindi ammonito dallo stesso provider con l’invio di mail e comunicazioni. A questo punto, se l’utente non smette nella sua attività illecita, la sua connessione verrà rallentata e infine, nei casi estremi, si procederà al taglio definitvo della connessione.

Questo procedimento permetterebbe inoltre alla RIAA di saltare tutto l’iter burocratico oggi vigente negli USA, e di muoversi quindi più velocemente e più agilmente. La RIAA starebbe a buon punto con le trattative con alcuni importanti provider americani: non resta che attendere ulteriori sviluppi di questa tendenza, partita dalla Francia e ora sollecitata negli USA.