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Partite IVA post Covid: mappa nazionale

di Redazione PMI.it

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L’emergenza sanitaria ha portato a un calo delle nuove Partite IVA su tutto il territorio: i dati del Ministero delle Finanze.

Gli effetti dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 si sono fatti sentire in modo sensibile sulle Partite IVA attive sul territorio nazionale. Secondo l’Osservatorio sulle Partite IVA del Ministero dell’Economia e delle Finanze, infatti, i primi tre mesi del 2020 hanno visto un calo delle nuove aperture del 19,7%, determinato prevalentemente dalle criticità epidemiologiche.

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Nel mese di marzo, inoltre, il calo di aperture è stato pari al 50% rispetto allo stesso periodo del 2019, una riduzione che ha coinvolto tutte le forme giuridiche: dal -17,1% delle società di persone al -20,7% delle persone fisiche, mentre la flessione è stata più contenuta per le società di capitali (-2,9%). In controtendenza, secondo il report, sono solo i soggetti non residenti che continuano a registrare un netto aumento (+56,7%) e si concentrano nel commercio elettronico.

Se dal punto di vista anagrafico il 47,6% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 31,7% da soggetti che rientrano nella fascia dai 36 ai 50 anni, osservando i dati territoriali si nota come il 45,2% delle nuove aperture riguarda il Nord Italia, il 21,5% al Centro e quasi il 33% al Sud e nelle Isole.

La diminuzione degli avviamenti ha riguardato meno la Valle d’Aosta (-8%), mostrando un trend in discesa soprattutto in Lazio (-23%). Nei primi due mesi dell’ano il calo maggiore ha coinvolto la Calabria (-11,3%), mentre l’Abruzzo ha segnato un incremento dell’1,5%. A marzo, invece, la flessione in Lombardia è stata del 55,2%.

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