Mutui 2013: tasso fisso o variabile?

di Teresa Barone

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Come scegliere il tipo di mutuo più conveniente facendo i conti con tassi di interesse, spread e polizze assicurative: risponde l?Adiconsum.

Nel 2013 accendere un mutuo sembra un’impresa quasi impossibile, a causa dei tassi di interesse alle stelle e decisamente superiori alla media europea: se in Italia il tasso medio si aggira intorno al 4,50%, negli altri Stati dell’Europa scende fino al 3,35%.

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Le banche, inoltre, sono sempre più restie a concedere mutui e crescono in modo progressivo le garanzie pretese al momento della stipula. Un’analisi compiuta dall’Adiconsum chiarisce alcuni argomenti relativi al rapporto tra gli istituti di credito e i clienti che fanno richiesta di un mutuo, illustrando come gli aspetti di cui tener conto prima di scegliere quale tipologia di mutuo accendere sono sostanzialmente tre: il tasso d’ingresso, le polizze assicurative e lo spread.

Per quanto concerne quest’ultimo punto, infatti, lo spread delle principali banche nazionali a gennaio 2013 non è calato rispetto alla fine del 2012, e una crescita anche solo di un punto rischia di far salire sensibilmente la rata mensile.

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Sono i tassi di interesse di ingresso agevolati, inoltre, a far lievitare i costi dei mutui unitamente alle polizze assicurative: i tassi di ingresso vengono infatti programmati per 12 mesi, e successivamente sostituiti da quelli a regime. Secondo l’opinione del segretario generale di Adiconsum Paolo Giordano, le somme erogate dalle banche coprono solo una percentuale di quanto necessario per acquistare l’immobile, e le condizioni economiche sono decisamente più costose rispetto al passato.

«Alcune banche pubblicizzano un tasso molto conveniente, definito “di ingresso”, che viene applicato per un anno. Poi al suo posto subentra il tasso a regime, decisamente più allineato con quelli medi di mercato se non, talvolta, addirittura più caro».

Il costo della polizza assicurativa, infatti, anche se collegata a un mutuo dal tasso inizialmente vantaggioso, è spesso in grado di rendere nullo il vantaggio iniziale. È sempre l’associazione a mettere in evidenza come la sottoscrizione di un’assicurazione prima della stipula del mutuo non sia un obbligo di legge, ma come ormai sia diventata una condizione “sine qua non” diventa impossibile ottenere il prestito.

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Alla luce di questi chiarimenti, l’Adiconsum consiglia di preferire il tasso fisso a quello variabile,  e in ogni caso di ponderare bene qualsiasi decisione valutando tutti gli aspetti coinvolti.

«Ecco perché prima di firmare bisogna fare i conti mille volte e magari chiedere l’aiuto di un esperto indipendente. E comunque meglio il fisso. Se i tassi tornano a impennarsi la rata variabile può diventare un macigno per molte famiglie. È già successo un sacco di volte».

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