CdM riforma incentivi e Carta sulla libertà di impresa

di Noemi Ricci

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Ok del CdM al decreto incentivi e alla riforma costituzionale della Carta sulla libertà d'impresa: Berlusconi mira a incrementare il PIL.

Via libera al decreto sugli incentivi alle imprese, oggi all’esame del Consiglio dei Ministri. All’ordine del giorno anche misure per il rilancio dell’economia e il dl costituzionale per modificare gli articoli 41, 97 e 118 comma quarto della Carta sulla libertà di impresa: l’Art. 41 recita ora «l’attività economica privata è libera ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, con gli altri principi fondamentali della Costituzione o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana&raquo.

Il testo è stato approvato “salvo intese”, ossia lievi modifiche potrebbero seguire nei prossimi passaggi dell’iter burocratico.

Silvio Berlusconi annuncia «una scossa all’economia italiana» in sofferenza, come evidenziato anche dai dati ISTAT sul crollo dei redditi nel Paese. Il Cdm ha dato il proprio benestare a: riforma degli incentivi, revisione del meccanismo per il calcolo delle deduzioni IRAP (differenziate in base al costo del lavoro), revisione della rete dei carburanti e riduzione sul massimo scoperto.

Approvati, come annunciato, i meccanismi automatici di agevolazione per le Pmi (buoni e voucher) e, dal 2012, entreranno a far parte del fondo unico per gli incentivi risorse Cipe nella misura dell’85% al Mezzogiorno e del 15% a Centro-Nord. Programmi nazionali e interventi regionali per il Piano Sud saranno definiti entro aprile, ha poi spiegato il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto.

Giro di vite sul conflitto d’interesse, quindi più trasparenza per gli incarichi dei consiglieri di banche, società creditizie o assicurazioni. L’Antitrust vigilerà sulla corretta applicazione delle disposizioni, la cui violazione potrà comportare sanzioni da 5mila a 50mila euro.

A margine della riunione il Premier ha aggiunto: «l’impatto sul Pil è calcolato all’1,5%. Soddisfatto anche Tremonti: «una discussione molto costruttiva» e Romani che “si accontenta” del «finanziamento di 100 milioni per la banda larga».

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