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Manovra finanziaria Monti: riforma pensioni, ICI e patrimoniale

di Noemi Ricci

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Nuova manovra finanziaria per il Governo Monti, per rilanciare l'economia e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013: leva su pensioni, patrimoniale e ICI prima casa.

Ipotizza già una nuova manovra finanziaria il nuovo Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti: tra le misure al vaglio per risanare il debito pubblico entro il 2013 e rilanciare la crescita economica si comincerà con pensioni, patrimoniale e ICI sulla prima casa, mentre restano improbabili i prelievi sui conti correnti e i condoni.

La manovra finanziaria di Monti dovrebbe avere un valore complessivo di 25 miliardi di euro e potrebbe arrivare entro Natale.

Riforma delle pensioni

Con tutta probabilità la quinta manovra finanziaria del 2011 darà il via libera alla tanto contestata riforma delle pensioni, dunque, che prevede l’abolizione delle pensioni di anzianità, il passaggio definitivo per le pensioni di vecchiaia al sistema contributivo e l’accelerazione per l’abbassamento dell’età pensionabile a 67 anni.

Patrimoniale

Si parla poi del ritorno della temuta patrimoniale, ovvero di quella tassa applicata al patrimonio dei contribuenti che nel 1992 (Governo Amato) si era tradotto in un prelievo forzoso del 6 per mille sui conti correnti. Questo oggi sembra che non avverrà, poiché la patrimoniale dovrebbe coinvolgere solo i capitali che superano la soglia di protezione, ma niente è ancora certo.

ICI

Tornerà con tutta probabilità l’ICI sulla prima casa, una tassa abolita dal Governo Berlusconi e che ora potrebbe essere ripristinata inglobando canone Rai e tassa sulla spazzatura, ma lasciando ai Comuni la possibilità di modularla, anche in base al reddito. Sembra invece che non vi sarà alcun tipo di condono, né edilizio, né fiscale, né penale.

Contrasto all’evasione fiscale

Come sempre, ci saranno misure volte a contrastare l’evasione fiscale, addirittura pare che le tariffe entro le quali sarà consentito l’utilizzo dei contanti verrà abbassato ai 200-300 euro, e si parla di tagliare i costi della politica e quegli sprechi che poi di fatto non vengono mai eliminati.

Titoli di stato

Non verranno infine toccati i titoli del tesoro italiano (Bot, BTP, CTZ, etc.) i quali, attualmente, sembrano rappresentare sempre di più la scelta di investimento migliore.

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