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Collegati Ddl Stabilità: misure per imprese in Edilizia

di Barbara Weisz

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Attestato di prestazione energetica più flessibile, nuove possibilità di finanziamento per le imprese edili e riforma delle Siiq: le misure attese per l'edilizia del collegato alla manovra finanziaria.

I ddl collegati alla Legge di Stabilità conterranno una serie di semplificazioni in materia di Edilizia, che andranno a sommarsi alle misure già previste nel testo della manovra (proroga detrazioni su ristrutturazioni edilizie, bonus mobili e efficienza energetica): le novità dovrebbero alleggerire alcuni obblighi previsti dal decreto 63/2013 che aveva prorogato per il 2013 i bonus fiscali.

Si tratta in alcuni casi di provvedimenti previsti nel Decreto Fare bis poi mai approvato, ora in parte recuperati, assieme a quelli per la Green Economy, le imprese e le famiglie (nel primo collegato alla manovra).

APE

In base al quanto previsto dalla conversione in legge del Decreto Ecobonus (Dl 63/2013 convertito con la legge 90/2013), oggi l’APE (Attestato di Prestazione Energetica degli edifici) è obbligatorio non solo per le operazioni di vendita o di affitto di un immobile ma anche per le cessioni a titolo gratuito, pena la nullità dell’operazione. Con il ddl collegato alla Legge di Stabilità si prevede un passo indietro rispetto alle cessioni a titolo gratuito: l’obbligo di allegare l’attestato rappresenterebbe un irrigimento rispetto alla normativa europea (Direttiva 2010/31/UE). Non solo: il collegato dovrebbe contenere anche un alleggerimento della “sanzione“: la mancanza dell’APE non sarebbe più punita con la nullità del contratto ma con una multa di 500 euro (per compravendite e affitti).

Ipoteca diritti edificatori

Si pensa anche a una misura che offra nuova possibilità di finanziamento alle imprese edili: molto sinteticamente, si ipotizza di poter aprire ipoteche sui diritti edificatori, in modo che l’impresa di costruzioni – attraverso questo strumento – possa di fatto accedere a un prestito da parte della banca.

Siiq

Anticipazioni parlano di un piano di riforma delle società di investimento immobiliare quotate, con una serie di semplificazioni relative alla governance (requisito partecipativo per i soci ridotto dal 35 al 25%) e al processo di quotazione e di incentivi fiscali per gli immobili dati in locazione. Obiettivi: potenziare il mercato, ad esempio facendo ripartire il settore della grandi locazioni a scopo non abitativo, e attirare nuovi investitori istituzionali.