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La Legge di Stabilità in pillole: scheda completa

di Barbara Weisz

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Le misure principali della manovra finanziaria 2014-2016: investimenti e sgravi fiscali, tagli e risparmi, IMU e Trise, aumenti in busta paga e sconti alle imprese, esodati e lavoro, IVA, bonus energia ed edilizia.

Il Ddl di Stabilità 2014 è una manovra finanziaria da 11,6 miliardi di euro e interventi per 27,3 mld nel 2014-2016. Sul fronte risparmi e tagli, vengono reperite risorse per 8,6 mld nel 2014 e 24,6 mld nel triennio. Vediamo nel dettaglio i numeri e le misure principali della Legge di Stabilità approvata in Consiglio dei Ministri il 15 ottobre, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per iniziare il cammino parlamentare, da concludersi entro fine dicembre.

Interventi

Triennio 2014-2016: 27,3 mld suddivisi in 14,6 mld per sgravi, di cui 5 per lavoratori e 5,6 per imprese  con1 miliardo per ristrutturazioni edilizie e ecobonus; 11,2 mld per azioni sociali, progetti di investimento e impegni internazionali, di cui 6,2 in conto capitale. Infine, 1,5 mld per investimenti a livello locale e restituzione di debiti commerciali di parte capitale. Per il 2014, gli 11,6 mld sono distribuiti in:

  • 3,7 mld di riduzioni fiscali (2,5 per il cuneo fiscale + 1 miliardo per la Trise).
  • 1 mld per investimenti in enti territoriali.
  • 3,8 mld per politiche invariate (missioni estere, CIG in deroga, ricostruzione dell’Aquila, semestre di presidenza UE, 5 per mille…).
  • 2,5 mld per nuovi progetti (manutenzione ferrovie, stade, lavori del MOSE di Venezia).

Risparmi e tagli

Triennio 2014-2016: la principale voce dei 24,6 mld previsti è la Spending Review da 16,1 mld (sulla base del lavoro del nuovo commissario Carlo Cottarelli), seguita da operazioni volontarie dei contribuenti, revisione della tassazione su svalutazioni e perdite su crediti degli intermediari finanziari (1,1 miliardi), lotta all’elusione fiscale (1,4 miliardi), imposta di bollo sugli investimenti finanziari (3,8 miliardi), vendita immobili (1,5 miliardi). Per il 2014, gli 8,6 miliardi verranno così reperiti:

  • 3,5 mld da tagli di spesa (2,5 da tagli al bilancio dello stato + 1 miliardo di tagli alle Regioni).
  • 3,2 mld da dismissioni, rivalutazione dei cespiti e delle partecipazioni, trattamento delle perdite delle banche.
  • 1,9 mld da interventi fiscali e tax expenditure.

Le misure principali

  • Service Tax: la Trise accorpa imposta sui rifiuti e IMU prima casa, mentre resta immutata l’imposta municipale per seconde case, immobili d’impresa e via dicendo. La Trise si compone di Tari (calcolata in base a superficie e quantità di rifiuti prodotti), e Tasi (pagata dai proprietari sui servizi indisivibili del Comune, sulla base della rendita catastale), che sostituisce l’IMU sulla prima casa con aliquota massima al 2,5 per mille (quindi si paragona al precedente 0,6% dell’IMU sull’abitazione principale). Per gli immobili in affitto c’è una quota a carico degli inquilini, dal 10 al 30%. Per gli altri immobili, la somma di Tasi e IMU non può superare l’aliquota massima IMU (1,06%).
  • Busta paga: aumenta la detrazione Irpef per il lavoro dipendente, per chi ha un lordo annuo tra 8-55mila euro (da 10 a 14 euro al mese). Nel 2015 e 2016 gli sconti si incrementeranno leggermente (sempre per pochi euro).
  • Sconti per imprese: deduzione Irap sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato fino a un massimo di 15mila euro per ciascun nuovo dipendente, restituzione del contributo Aspi dell’1,4% sui contratti a termine nel caso in cui questi vengano trasformati in tempo indeterminato, riduzione dei premiInail (stanziato 1 miliardo). Previsti ulteriori sconti fiscali per 2 mld nel 2015 e 2,1 mld nel 2016.
  • Altre misure: sale la deduzione ACE (Aiuto alla Crescita Economica) dal 3 al 4% nel 2014, al 4,5% nel 2015 e al 4,75% nel 2016. Ci sono poi: rivalutazione beni d’impresa, rifinanziamento Fondo Centrale di Garanzia per le PMI per 1,8 miliardi di euro (secondo il governo si liberano così risorse intorno ai 27 miliardi di euro), 300 milioni in tre anni per i contratti di sviluppo, 50 milioni per il Fondo per la crescita sostenibile.
  • IVA: niente revisione aliquote né aumento (previsto dalla Finanziaria 2013) per asili, ospizi, residenze sanitarie assistenziali, assistenza domiciliare, comunità per minori, ecentri per disabili, gestiti dalle cooperative sociali.
  • Redditi alti: prorogato fino al 2016 il contributo di solidarietà del 3% oltre i 300mila euro.
  • Redditi bassi: 250 mln al Fondo per la Carta Acquisti, altrettanti al Fondo per la non autosufficienza e 300 mln al Fondo per le politiche sociali.
  • Cassa integrazione: 600 milioni per il 2014, che si aggiungono alle risorse già disponibili, per un totale di 2 miliardi.
  • Pensioni:blocco della rivalutazione per gli assegni oltre sei volte il minimo (3mila euro al mese), mentre per quelli superiori a tre volte (circa 1500 euro) l’adeguamento al costo della vita avviene in maniera parziale. Non c’è invece il prelievo di solidarietà sulle pensioni sopra i 100mila euro.
  • Esodati: nuova salvaguardia per 6mila esodati.
  • Bonus edilizia: prorogati per il 2014, si riducono nel biennio successivo. Quindi l’Ecobonus resta al 65% nel 2014 e scenderà poi al 50%, mentre la detrazione sulle ristrutturazioni rimane al 50% nel 2014 e poi scende al 40% fino al 2016.
  • Rendite finanziarie: non c’è l’annunciato aumento dell’aliquota. Sale solo l’imposta di bollo sulle comunicazioni alla clientela relative ai prodotti finanziari, he passa dall’1,5 al 2 per mille.

Conti pubblici

Si stima a fine 2014 un +1% di PIL e un disavanzo del al 2,5% (rapporto deficit/PIL che il patto comunitario vieta di far salire sopra il 3%) . Il governo prevede una riduzione del carico fiscale pari al 44,3% nel 2014, 43,8% nel 2015 e 43,3% nel 2016.

Fonte: Governo Italiano