I nuovi numeri della Manovra 2019

di Barbara Weisz

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I termini dell'accordo con l'Europa riferiti dal Premier nell'aula del Senato: niente modifiche sostanziali su reddito di cittadinanza e quota 100.

Dopo l’annuncio ufficiale da Bruxelles, arriva anche quello del Governo italiano: il premier, Giuseppe Conte, ha confermato l’accordo con la commissione Ue (che evita all’Italia la procedura d’infrazione) attraverso una comunicazione nell’aula del Senato. I termini fondamentali dell’intesa: deficit/PIL al 2,04% (scenderà all’1,8% nel 2020 e all’1,5% nel 2021) e PIL 2019 all’1% (la stima precedente era all’1,5%).

Il capo del Governo ha ripercorso le tappe fondamentali del negoziato, riassumendo le modifiche che introdurrà nella Legge di Bilancio, ha sottolineato a più riprese che l’impianto della manovra non cambia.

Abbiamo salvaguardato la nostra impostazione della manovra di bilancio. Non abbiamo ceduto sui contenuti.

Le due misure fondamentali, ovvero reddito di cittadinanza e quota 100, «partiranno nei tempi che avevamo previsto». Le riduzioni delle relative coperture di spesa, che ci sono, derivano soprattutto da una revisione dei conti, che inizialmente avevano sovrastimato le spese necessarie per queste misure. La Commissione Europea, ha spiegato il Premier:

«stamattina ha trasmesso, intorno alle 12:00, una comunicazione nella quale, prendendo atto delle misure di bilancio che il Governo intende sottoporre al Parlamento, assicura che non sarà raccomandato l’avvio della procedura per disavanzo eccessivo. Ho ritenuto di intervenire in Senato immediatamente dopo, e riferire a questo consesso l’informazione appena ricevuta. L’azione di governo può ora proseguire a ritmo pieno».

Dunque, la manovra economica riprende il suo cammino parlamentare senza la spada di Damocle rappresentata dagli effetti pregiudizievoli che la procedura di infrazione avrebbe comportato.

=> Legge di Bilancio 2019, verso il maxi-emendamento

Conte ha esordito nell’aula di Palazzo Madama ringraziando i senatori per la comprensione dimostrata in relazione alle lentezze degli ultimi giorni nell’iter di approvazione della Legge di Bilancio, determinate dalla «complessa interlocuzione con la commissione UE».

«In queste settimane durante le quali i canali del dialogo non si sono mai interrotti, abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni, senza rinunciare agli obiettivi prioritari dell’azione di governo» (leggi: l’impianto della manovra di bilancio non è stato modificato).

Entrando nel merito dei cambiamenti alla manovra, riferendosi in particolare a reddito di cittadinanza e quota 100, Conte ha confermato che:

il disavanzo è sceso al 2,04% senza modificare né i contenuti, né la platea, né i tempi di attuazione già previsti all’inizio. Reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi che avevamo previsto.

Cosa significa? Quota 100 a febbraio e reddito di cittadinanza a marzo? Oppure finestre trimestrali per la partenza, di entrambe le misure, ad aprile?

Le certezze si avranno solo nei prossimi giorni, quando verrà depositato in Senato il maxi-emendamento del Governo, sempre che contenga i dettagli su queste due misure, oltre che le correzioni sulle risorse per finanziarle. Perché, lo ricordiamo, al momento al manovra contiene solo le coperture su reddito di cittadinanza e riforma pensioni, non il dettaglio delle norme, che potrebbe essere contenuto negli emendamenti in arrivo, oppure in specifici provvedimenti, separati dalla manovra.

I colloqui risolutivi fra Roma e Bruxelles sono avvenuti la mattina del 18 dicembre), il premier ha quindi formalizzato la posizione del Governo inviando una lettera ai vertici della Commissione sottoscritta insieme al ministro Tria. E mercoledì 19 dicembre è arrivata l’ufficializzazione sull’accordo raggiunto. La palla passa al Parlamento, che dovrà approvare la Legge di Bilancio entro fine anno.