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Pensioni salve: Renzi, tagli ai manager pubblici

di Barbara Weisz

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Renzi esclude un nuovo prelievo di solidarietà sulle pensioni: la Spending Review si decide a Palazzo Chigi e prevede altre misure, a partire dal taglio degli stipendi d'oro dei manager pubblici.

I pensionati possono stare tranquilli, non ci sarà alcun prelievo di solidarietà sugli assegni previdenziali: lo assicura il premier, Matteo Renzi, eliminando l’ipotesi prevista di contributo straordinario sulle pensioni ipotizzato nel Piano di Spending Review redatto del Commissario Carlo Cottarelli. Dopo le reazioni dei sindacati, infatti, il Presidente del Consiglio ha sedato gli animi dichiarando che l’idea che chi guadagna 2900-3mila euro di pensione sia chiamato a un contributo va esclusa.

=> Spending Review: la proposta di contributo sulle pensioni

Pensioni

Renzi è stato categorico nell’escludere che il Governo prenda in considerazione il prelievo sugli assegni sopra i 2mila euro come strumento di risparmio di spesa. Sulle pensioni c’è già un contributo attivo, previsto dalla Legge di Stabilità, 2014, che tocca i trattamenti da 90mila euro in su, dunque pensioni effettivamente alte: su questa misura Renzi si dichiara in accordo. Ma non intende promuovere ulteriori prelievi sulle pensioni.

Tagli

I risparmi di spesa ottenuti con la Spending Review con cui si finanzieranno le misure di stimolo al mercato del lavoro saranno altri. Si tratta effettivamente o di voci di risparmio sulla gestione e organizzazione della PA, oppure di un appensatimento dei conti che comunque non andrà a toccare il limite del 3% del PIL imposto da Bruxelles: abbiamo quattro decimali di margine, non li useremo tutti ma comunque ci sono.Fra i risparmi previsti, 500 milioni arriveranno dagli stipendi dei manager pubblici: «Se sei un dirigente della pubblica amministrazione è giusto che guadagni più del presidente della Repubblica? No, e ci sono molti dirigenti che guadagnano di più e la media tra dirigenti Italiani e quelli inglesi e tedeschi è sproporzionata. I dirigenti pubblici per definizione non possono essere a tempo indeterminato”.

Spending Review

Fermo restando il lavoro di Cottarelli nell’individuare le voci di spesa su cui è possibile intervenire, le decisioni di revisione di spesa saranno affidate direttamente a Palazzo Chigi. Il Motivo dichiarato? “Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non deve essere visto come la strega cattiva dai colleghi, la colpa se la deve prendere il presidente del Consiglio”.

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