Il gap in busta paga tra Nord e Sud si può superare

di Redazione PMI.it

scritto il

A parità di professione variano le retribuzioni in Italia, meno favorevoli nel Mezzogiorno, ma nel post-Covid le cose possono cambiare: report AppLavoro.

Il divario tra le retribuzioni riconosciute al Nord rispetto alle buste paga percepite al Centro e al Sud è ancora molto ampio. A parità di professione, il gap salariale si evidenza a livello geografico, come emerge dal report di AppLavoro.

Analizzando le informazioni inserite dagli iscritti, le differenze retributive tra diverse città italiane non mancano, complice un diverso andamento della domanda ma anche del costo della vita.

Al Sud le aziende hanno maggiore potere contrattuale a causa della scarsa offerta. E l’elevato tasso di disoccupazione del Mezzogiorno non aiuta. Uno scenario in cui i nuovi trend, che vedono il lavoro da remoto come alternativa concretamente sostenibile, potrebbero spingere molte aziende a localizzarsi nelle regioni dove i costi di avvio e gestione possono risultare inferiori. Ma anche a promuovere investimenti e procedere a nuove assunzioni.

Ma guardiamo i numeri.

A prescindere dal sesso dei lavoratori, ad esempio, a Bologna i commessi e gli addetti alle vendite dichiarano di ricevere uno stipendio medio di 1.232 euro che supera in modo evidente i 988 euro percepiti dai colleghi a Bari, così come i 998 euro segnalati a Napoli per la medesima posizione lavorativa.

Gli agenti di commercio che lavorano nella zona di Torino, invece, con un compenso medio mensile di 2.477 euro netti superano i colleghi che operano a Bari, che dichiarano una retribuzione pari a 1.641 euro. Anche la forbice tra il compenso dei commerciali a Bologna rispetto a Napoli è abbastanza evidente: 2.415 euro mensili per i primi, 2.095 euro per i secondi.

Passando agli impiegati amministrativi, la città che offre maggiori prospettive di guadagno è Roma con una retribuzione media dichiarata di 1.640 euro mensili, cifra che si discosta dai 1.338 percepiti dai colleghi a Cagliari.

Sempre a favore di chi lavora al Nord sono i compensi degli addetti al call center: se a Torino la paga media dichiarata è di 1.250 euro mensili, a Milano scende fino a 1.000 euro e a Bologna risulta essere di 900 euro. Va decisamente peggio al Sud, basti pensare che a Napoli, Cagliari, Bari e Palermo i compensi segnalati sono rispettivamente pari a 662,50 euro, 590,68 euro, 589 euro e 583 euro mensili.

Chi svolge incarico di segretaria a Bologna, invece, dichiara una retribuzione media di 1.400 euro mensili contro i 1.321 euro percepiti a Firenze e i 1.243 euro segnalati dai colleghi a Milano. Si scende fino ai 858 euro mensili dichiarati a Napoli, mentre a Bari e Palermo la retribuzione si ferma rispettivamente ai 758 euro e ai 738 euro mensili.

Sempre a sfavore dei lavoratori attivi nel Mezzogiorno sono le paghe medie degli operai generici, mentre la situazione retributiva si presenta variegata nel settore della ristorazione. I cuochi/chef guadagnano di più a Roma (1.611 euro); Palermo (1.600 euro), Venezia (1.575 euro) e Napoli (1.405 euro), tuttavia le cifre calano a Torino (1.205 euro), Bari (1.116 euro) e Cagliari (1.058 euro). Per i camerieri le città che offrono retribuzioni migliori sono Venezia e Firenze.

Nel ramo sanità, i compensi degli infermieri sembrano essere abbastanza equilibrati in tutto il territorio nazionale, sebbene a registrare le medie più alte e più basse siano rispettivamente Milano (1.460 euro mensili) e Roma (1.350 euro mensili).

I receptionist pagati meglio tra gli iscritti alla piattaforma, infine, lavorano a Venezia e Roma con una paga media di 1.400 euro mensili, mentre a Milano, Firenze e Napoli la retribuzione media scende fino a 1.100 euro mensili.

 

I Video di PMI

Decreto Agosto: misure per le imprese