Riforma Lavoro: i nuovi decreti attuativi

di Barbara Weisz

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Riforma Lavoro: approvati nuovi decreti Jobs Act (cassa integrazione, controlli, fondi di solidarietà, politiche per l'occupazione), ufficiali revisione contratti e misure di conciliazione lavoro-famiglia.

Quattro nuovi decreti attuativi del Jobs Act approvati in CdM (in materia di cassa integrazione, fondi di solidarietà bilaterali, controlli in azienda, politiche per il lavoro) e disco verde definitivo per altri due Dlgs in esercizio della delega di Riforma Lavoro (revisione contratti e conciliazione tempi vita-lavoro), approvati dal Governo il 20 febbraio ed ora al termine del proprio iter  parlamentare.

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I nuovi decreti

Cassa integrazione

  • La sua durata è fino a 24 mesi, a cui se ne possono aggiungere altri 12 (per un massimo di 36) in caso di contratti di solidarietà.
  • Viene estesa a categorie finora escluse (es.: assunti con contratto di apprendistato professionalizzante).
  • L’aliquota pagata dalle aziende per il suo finanziamento viene ridotta: dall’1,90% all’1,70% per le imprese fino a 50 dipendenti; dal 2,20% al 2% per quelle sopra i 50 addetti; dal 5,20% al 4,70% per l’edilizia.
  • Viene introdotto un contributo addizionale legato all’utilizzo effettivo degli ammortizzatori sociali, pari al 9% della retribuzione persa per i periodi di cassa (cumulando CIGO, CIGS e contratti di solidarietà) fino a un anno di utilizzo nel quinquennio mobile, al 12% sino a due anni e del 15% sino a tre.

=> Decreti Jobs Act, cassa integrazione per le PMI

Controlli

Viene istituito l’Ispettorato nazionale del lavoro per coordinare la vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria, definire la programmazione ispettiva e le modalità di accertamento, dettare linee di condotta e direttive operative per il personale ispettivo (compreso quello in forza presso INPS e INAIL).

Fondi di solidarietà bilaterali

  • La platea dei beneficiari viene estesa a tutti i settori che non sono coperti dalla cassa integrazione nelle imprese con almeno cinque dipendenti.
  • Dal gennaio 2016 nasce il Fondo di integrazione salariale finanziato dalle imprese, che pagano un’aliquota dello 0,45% della retribuzione se hanno meno di 15 dipendenti, dello 0,65% se sono sopra questa cifra; il Fondo gestisce prestazioni di solidarietà (in presenza di riduzione dell’orario di lavoro), per 12 mesi, e integrazione salariali.

Politiche attive

  • Arriva l’assegno di ricollocazione, spendibile presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro.
  • Semplificazioni per la gestione digitale dei dipendenti da parte delle imprese, con comunicazioni esclusivamente telematiche e istituzione del fascicolo elettronico del lavoratore.
  • Nasce la Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.

I decreti definitivi

Riordino Contratti

  • Stop alle collaborazioni a progetto, non più stipulabili dopo l’entrata in vigore del decreto e dal 2016 da trasformare in contratti subordinati.
  • Cambia la disciplina delle mansioni, con apertura al demansionamento.
  • Novità normative su somministrazione, voucher lavoro, apprendistato e tempo parziale, con la possibilità di utilizzare il part-time in alternativa al congedo parentale.

=> Riforma Contratti: quali cambiano, restano o spariscono

Conciliazione vita-lavoro

Congedo di maternità più flessibile, estensione congedo parentale ai primi 12 anni di vita del figlio, misure per la genitorialità, congedo per donne vittima di violenza di genere.

I Video di PMI

I contratti di lavoro dopo il Jobs Act