Calabrò: l’economia digitale crea lavoro

di Alessandro Vinciarelli

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L'Italia sottovaluta le potenzialità dell'Economia digitale che porta invece vantaggi in termini competitivi e occupazionali: le riflessioni del presidente AgCom Corrado Calabrò.

Diffusione di Internet in Italia e Banda Larga, economia digitale e lavoro: questi i temi dell’intervento del presidente AgCom, Corrado Calarò, al convegno Fiba Cisl sulle Autorità di vigilanza: «destinare anche solo 80 MhZ di spettro alla banda larga mobile comporterebbe per l’economia italiana una creazione di valore tra gli 11 e i 19,6 miliardi».

Investire nel digitale comporta infatti vantaggi anche in termini di occupazione. Calabrò non ha dubbi: per ogni 2 posti di lavoro resi obsoleti, Internet ne crea 5 nuovi.

Anche per Calabrò, ovviamente, «il passaggio al digitale non è privo di ripercussioni ma, a conti fatti, il saldo netto è positivo».

Per realizzare tutto ciò serve però un’adeguata cultura delle ICT. Che in Italia ancora arranca. «La rivoluzione digitale in atto può cambiare radicalmente i paradigmi dell’economia e della società. Basta saperla cogliere per tempo, prima che sia troppo tardi. L’Autorità è tesa a interpretare il ruolo di una regolazione che sappia coniugare istanze pro-concorrenziali con gli essenziali incentivi agli investimenti».

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Sulle Telecomunicazioni, invece, il presidente AgCom ha posto l’accento sul calo dei costi: 90% per le telefonate da rete fissa (dai 67 centesimi del 1998 per una chiamata di tre minuti, ai 6 odierni); 85% per chiamate ai cellulari da fisso (nel 1998 si pagavano 3 euro e adesso 43 centesimi); 80% per chiamate tra dispositivi mobili (da 1,3 euro a circa 22 centesimi).

Numeri visti solo in questo settore e solo in Italia: «i prezzi sono diminuiti del 5,4% solo nell’ultimo anno ed è di quasi 65 punti la forbice tra l’indice di tali prezzi delle Tlc e l’indice nazionale dei prezzi e servizi, cresciuto di oltre il 31% nello stesso periodo».

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