Ue: stress lavoro-correlato causa assenze e perdite economiche

di Alessandro Vinciarelli

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Rapporto Ue: stress lavoro-correlato causa il 50-60% delle assenze in azienda, causando perdite economiche pari al 4% del PIL. Tutelare i dipendenti aiuta anche le imprese!

Esiste uno stretto legame tra lo stress lavoro-correlato e l’aumento delle assenze in azienda, con evidenti ricadute sulla produttività aziendale: a rivelarlo è uno studio dell’Unione Europea. Negli Stati Membri, il 50-60% delle assenze sul lavoro è dovuto a problemi di stress.

Una tematica oggetto di disposizioni precise, con l’obbligo per i datori di lavoro di redigere apposito Documento di valutazione dei rischi da stress (DVR).

Obiettivo, garantire un livello minimo di protezione contro lo stress sul lavoro, come richiesto dalla Commissione europea, ma allo stesso tempo consentire alle aziende di godere degli effetti positivi che comporta la soddisfazione sul lavoro e la diminuzione dei fattori che limitano la produttività.

L’assenza per stress (vera e propria come malattia professionale, dunque) si traduce in una perdita di giorni di lavoro e tempo, e soprattutto in una ricaduta economica per l’impresa. Secondo il Rapporto Ue, ad esempio, in Francia lo stress lavoro-correlato causa alle aziende perdite totali che si aggirano intorno ai 2-3 milioni di euro. Niente rispetto alle cifre che si registrano in Gran Bretagna, intorno ai 10 milioni!

In generale si stima che i costi diretti legati allo stress sul lavoro nell’Ue raggiungano il 4% del PIL.

 

Documenti utili:

Rapporto UE sull’adozione del quadro normativo sullo stress lavoro-correlato

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