Lavoratori atipici, tra licenziamenti e incertezze

di Alessandro Vinciarelli

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Poche certezze per i lavoratori italiani atipici (il 21,9%): difficile trovare un altro lavoro in poco tempo in caso di licenziamento.

Il 2011 si apre all’insegna dell’incertezza sul lavoro per molti lavoratori italiani, in particolare quelli con un contratto atipico. Tuttavia, il clima di insicurezza e precarietà è di tutti: l’impressione generale è che nessuna occupazione possa ritenersi davvero sicura.

È quanto emerso dall’indagine condotta dalla SWG di Trieste e pubblicata nel volume “Come cambia il lavoro“.

Tra i lavoratori italiani regna la sensazione di un peggioramento della condizione sociale e cresce l’insicurezza, soprattutto tra gli atipici, che risultano più numerosi di quelli stimati da Istat (14%) e Isfol (15,3%): il 21,9%, 52% uomini e 48% donne.

Una gran parte (48,4%) di coloro che non hanno un contratto strutturato sono giovani (23-32 anni), definiti «lo spartiacque tra la flessibilità come tappa o come trappola».

Per il 21,3% degli atipici, oggi nessun posto di lavoro è sicuro e, di fronte alla possibilità di perdere il posto di lavoro, quasi un intervistato su tre è sicuro che non ne troverà un altro, mentre il 13% ritiene di poterlo trovare nel giro di poche settimane e il 36% di qualche mese.

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