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Decreto Lavoro al rush finale: precarietà o flessibilità?

di Francesca Vinciarelli

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Posta dal Governo la fiducia sul decreto Lavoro, blindando il testo in scadenza del 19 maggio: modifiche e motivazioni.

Posta la fiducia sul Decreto Lavoro, ovvero del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.

Voto di fiducia

Nel passaggio in terza lettura del disegno di conversione in legge, dopo la discussione in Senato dove era già stata posta la fiducia lo scorso 7 maggio, in Aula alla Camera il Governo ha posto per voce del il ministro per le riforme e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi la fiducia sull’approvazione, senza emendamenti (ne erano previsti  201) e articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del provvedimento nel testo licenziato dalla Commissione identico a quello approvato dal Senato. Per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, la fiducia

“eviterà una discussione improduttiva: l’intesa nel merito c’è. Ci sono tante imprese che stanno aspettando di applicare questa legge quindi prima arriva meglio è”.

=> Decreto Lavoro, fiducia e maxiemendamento

Le dichiarazioni di voto avverranno il 14 maggio alle ore 17.00, poi a partire dalle 18,50 ci sarà l’appello nominale per la fiducia. Ricordiamo che Il DL deve essere convertito in legge entro il 19 maggio.

Indeterminato a protezione crescente

Così il contratto di lavoro a tempo indeterminato a protezione crescente potrebbe diventare presto realtà andando a modificare, perlomeno in via sperimentale, il decreto legislativo n. 368 del 2001 in materia di contratto a termine. Ad introdurre la nuova tipologia di contratto è il comma 1 dell’articolo 1 del cosiddetto decreto Poletti, motivato dalla

“perdurante crisi occupazionale e l’incertezza dell’attuale quadro economico nel quale le imprese devono operare, nelle more dell’adozione di un testo unico semplificato della disciplina dei rapporti di lavoro con la previsione in via sperimentale del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente e salva l’attuale articolazione delle tipologie di contratti di lavoro, vista la direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999”.

Per il ministro Poletti:

“E’ meglio avere la possibilità di stare 36 mesi in un posto di lavoro piuttosto che avere sei ragazzi che cambiano il loro lavoro ogni sei mesi perché l’imprenditore, preoccupato di dover formalizzare una causale, preferisce interrompere il contratto per averne un altro. Non mi sembra che questo renda le cose peggiori di prima, anzi io direi che le rende sostanzialmente migliori”.

=> Dl Lavoro dopo gli emendamenti

Modifiche al DL Lavoro

Tra le novità di maggiore rilievo frutto dell’accordo di maggioranza raggiunto a palazzo Madama nei giorni scorsi spiccano:

  • l’alleggerimento della sanzione per chi sfora il tetto del 20% di contratti a termine, che dovrà pagare un’indennità pecuniaria che potrà andare dal 20% al 50% della retribuzione;
  • l’obbligo di stabilizzare il 20% di apprendisti, per poterne assumere di nuovi, che si applica ora solo alle aziende con oltre 50 addetti e non più 30.