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Pensioni d’oro: niente prelievo nel Ddl Stabilità

di Barbara Weisz

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Contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro in bilico fino alla fine, ma confermato subito il prelievo del 3% fino al 2016 per tutti i contribuenti con redditi sopra i 300mila euro: il punto sulle pensioni nella Legge di Stabilità.

… o invece sì? Il tentativo di superare la sentenza della Corte Costituzionale introducendo un nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro da destinare alla sostenibilità del sistema pensionistico sembrava essere fallito: nel testo circolante del Disegno di Legge Stabilità 2014 il prelievo pareva stralciato, per poi sembrare nuovamente confermato a 48 ore dall’avvio della discussione in Senato. E’ invece sicuro il blocco delle rivalutazioni dei trattamenti superiori a 3mila euro e la rivalutazione parziale di quelli fra tre e sei volte il minimo. Infine, la manovra prevede la salvaguardia per altri 6mila esodati.

Pensioni d’oro

Come è noto, il precedente prelievo sulle pensioni d’oro, deciso nel 2011, è stato ritenuto incostituzionale per disparità di trattamento. Tuttavia, il Governo ha comunque previsto un contributo di solidarietà pari al 5%, 10% e 15%, per la parte di pensione superiore a 150mila, 200mila e 250mila euro rispettivamente, fino al 2016. Nella versione finale del Ddl di Stabilità, a quanto pare, si parla di doppio prelievo:  il primo sulle pensioni sopra i 150mila euro da redistribuire nel sistema previdenziale, il secondo su tutti i redditi superiori a 300mila euro (pensioni comprese), per tre anni (3% fino al 2016). Per la conferma definitiva bisogna aspettare il 22 ottobre, quando la versione finale della Legge di Stabilità 2014, (dopo al vaglio del Presidente della Repubblica) arriverà in Senato per iniziare il cammino parlamentare.

Rivalutazioni

Per quanto riguarda il blocco delle rivalutazioni, rimangono fermi nel 2014 i trattamenti superiori a sei volte il minimo, mentre quelli fra tre e sei volte il minimo recuperano potere d’acquisto nella seguente proporzione:

  • al 90% dai 1.500 a 2.000 euro,
  • al 75% fino a 2.500 euro,
  • al 50% da 2.500 a 3.000 euro.

Sono quindi stati aumentati gli scaglioni rispetto al precedente sistema, che prevedeva la rivalutazione al 90% fra tre e cinque volte il minimo, e al 75% sopra questa cifra. Ricordiamo che comunque gli assegni sopra le tre volte il minimo erano fermi dal 2012.