Italia: mani legate per gli investimenti

di Paolo Iasevoli

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La Compagnia Finanziaria evidenzia in uno studio le difficoltà di accesso ai capitali: 1 impresa su 3 non ha risorse sufficienti per poter investire in ricerca e sviluppo

Le Medie imprese denunciano forti difficoltà nell’accesso ai capitali, lamentando una carenza cronica di risorse da destinare a innovazione e sviluppo.

Numerosi studi internazionali hanno evidenziato la situazione tutt’altro che rosea in cui versa l’Italia quando si parla di innovazione, e l’ultima ricerca di La Compagnia Finanziaria ha cercato di individuarne le cause.

Tastando il polso alle medie imprese italiane, è emerso un quadro clinico preoccupante: 1 su 3 dichiara di non avere capitali sufficienti. Il motivo è da imputarsi alle difficoltà che le aziende devono affrontare nell’accesso al credito. Una situazione critica che blocca lo sviluppo delle realtà imprenditoriali e che non mostra segni di miglioramento. Anzi.

Solo il 28% del campione ha segnalato miglioramenti, a fronte di una media europea del 33%. Secondo il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, il peggioramento della situazione è dovuto anzitutto alla burocrazia, un muro difficile da oltrepassare che cresce di anno in anno.

È lo stesso presidente a indicare le possibili soluzioni, che appaiono tuttavia piuttosto limitate: «valorizzare i confidi, i consorzi che garantiscono per i prestiti alle imprese, unica alternativa all’usura». Un’altra via percorribile potrebbe essere quella del private equity, che si sta diffondendo sempre di più nel panorama italiano.

Urge dunque un cambiamento deciso e repentino, poiché le imprese italiane non possono permettersi di accumulare ulteriore ritardo nei confronti delle altre realtà europee. La ricerca evidenzia infatti una correlazione diretta tra facilità di accesso al credito e sviluppo tecnologico.

Confrontando i risultati ottenuti da La Compagnia Finanziaria con la recente classifica del World Economic Forum, è evidente come i Paesi in cui è più facile ottenere i finanziamenti siano quelli a più alto tasso d’innovazione. Le imprese scandinave, che guidano la classifica, esultano per la facilità di accesso al credito (75% in Danimarca e addirittura 95% in Finlandia), e in generale la media europea si attesta su un 46% di aziende soddisfatte.