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Riforma Pensioni: proposte Giovannni e Damiano a confronto

di Francesca Vinciarelli

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Governo Letta al lavoro sulla Riforma delle Pensioni: le modifiche ispirate alla flessibilità proposte dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini e del presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano.

Tra gli impegni del governo Letta c’è quello di rivedere la Riforma delle Pensioni elaborata dal precedente ministro del Lavoro Elsa Fornero. I lavori sono già iniziati e il Governo si è confrontato con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) e le associazioni di categoria (Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza delle coop) per delineare la strategia da seguire (vai allo speciale Pensioni in Italia). Particolare attenzione verrà posta sulla flessibilità e in quest’ottica sono state due le proposte avanzate dall’attuale ministro del Lavoro Enrico Giovannini e dal presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano.

Proposte Giovannini

  • una proposta prevede, così come stabilito anche dalla riforma del Lavoro Fornero, di penalizzare chi esce in anticipo dal mondo del lavoro – rispetto ai 62 anni di età con 42 anni di contribuzione – con un prelievo del 2% della quota retributiva per ogni anno di ritiro anticipato;
  • l’altra definisce invece una penalizzazione economica sull’assegno pensionistico pari al 12%, percentuale che diminuirà progressivamente con l’allungarsi della vita lavorativa.

Proposta Damiano

Damiano ha invece elaborato una proposta di legge, già depositata, che permetterebbe di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, penalizzando chi esce dal mondo del lavoro tra i 62 e i 65 anni e incentivando chi lo fa tra i 67 e i 70 anni (esodati e pensione anticipata: le ipotesi). Le penalizzazioni e seguirebbero il seguente schema: riduzione dell’8% in caso di richiesta di pensionamento a 62 anni; -6% a 63 anni; -4% a 64 anni; -2% a 65 anni.  A 66 anni non sono previsti né incentivo, né disincentivi. Dai 67 anni sono invece previsti degli incentivi al pensionamento secondo il seguente schema: +2% a 67 anni; +4% a 68 anni; +6% a 69 anni; +8% a 70 anni (Pensioni, Esodati e Lavoro oltre le Riforme Fornero).