Salute e Sicurezza: in Italia poca fiducia nel datore di lavoro

di Francesca Vinciarelli

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Un terzo degli Italiani non si fida del proprio capo secondo un recente studio UE sulla collaborazione tra dipendenti e datore di lavoro in materia di salute e sicurezza.

Secondo l’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul lavoro (EU-OSHA) oltre un terzo degli italiani non ha fiducia nel proprio datore di lavoro in termini reattività ai problemi di salute e sicurezza sul lavoro.

In particolare il 64% dei lavoratori è fiducioso nel fatto che il datore di lavoro sia in grado di affrontare tali problemi, con una media europea estremamente più alta e pari al 74%.

La “fiducia reciproca e lavoro di squadra” rappresentano il tema principale della nuova campagna biennale Ambienti di lavoro sani e sicuri promossa dall’Agenzia e intitolata “Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi“.

L’obiettivo è quello di ridurre i 6,9 milioni di infortuni sul posto di lavoro e le milioni di malattie professionali, che nel complesso costano 490 miliardi di euro ogni.

Dopo la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il primo passo è quello dell’informazione, poiché nonostante il 67% dei lavoratori si considera ben informati sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro, si registrano grandi differenze in funzione dello stato di appartenenza.

Sulla campagna, che verrà lanciata ufficialmente a Bruxelles, si esprime il commissario UE per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, László Andor, che evidenzia come «negli ultimi dieci anni l’Europa ha fatto grandi progressi nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro, ed è necessario proseguire su questa strada. Questa è una delle politiche chiave per rendere l’invecchiamento attivo una realtà, obiettivo dell’anno europeo 2012».

«È provato – prosegue il commissario UE – che dare la priorità alla salute e alla sicurezza non è solo la cosa giusta da fare, ma è anche positivo dal punto di vista economico.
I vantaggi includono costi ridotti e maggiore produttività, forza lavoro più serena e produttiva, livelli inferiori di assenze e turn-over dei lavoratori, meno incidenti, migliore reputazione presso fornitori e partner, maggiore consapevolezza e controllo dei rischi sul lavoro, e migliore reputazione in termini di sostenibilità tra investitori, clienti e all’interno della comunità».

Approfondimenti: la campagna d’informazione, l’indagine integrale EU-OSHA e la scheda Italia

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