ICT? Italia in coda al 42° posto

di Tullio Matteo Fanti

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Il "Global information technology report 2007-2008" del WEF posiziona l'Italia al 42esimo posto in tema di impiego delle tecnologie informatiche e della comunicazione

La burocrazie e le tasse soffocano ancora l’innovazione tecnologica all’interno del nostro Paese. È la fotografia scattata dal Global information technology report 2007-2008 stilato dal WEF (World Economic Forum), che posiziona così l’Italia al 42esimo posto tra le nazioni maggiormente in grado di trarre profitto dalle tecnologie informatiche e della comunicazione. Al primo posto rimane imperturbabile la Danimarca.

Per l’Italia si tratta di uno slittamento, in quanto l’anno precedente si era posizionata al 38esimo posto. In vetta si proclama per il secondo anno consecutivo la Danimarca (con 5,78 punti), seguita da Svezia, Svizzera, Stati Uniti, Singapore e Finlandia.

Il punteggio a noi attribuito (4.21 punti) è dovuto al sussistere di pesanti problemi strutturali all’interno del Bel Paese, fattore che ha contribuito ad aumentare in gap con le altre nazioni.

A pesare sul punteggio sono state l’eccessiva tassazione e burocrazia, fattori in grado di penalizzare fortemente le attività aziendali. Altro elemento penalizzante è costituito dalla bassa proprità attribuita dal Governo all’ICT.

I primati collezionati dall’Italia non sono però fortunatamente solamente negativi: il report sottolinea gli ottimi risultati raggiunti in termini di costi delle chiamate mobili (il nostro paese si è posizionato secondo in tale settore) e per quanto riguarda la banda larga (quarto posto), numero di utenti di telefonini (sesto posto) e uso dell’ICT da parte del Governo.

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