APe volontaria, calcoli in busta arancione

di Barbara Weisz

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L'INPS sta inviando le buste arancioni ai pensionati che hanno i requisiti per accedere all'APE volontario per aiutarli a fare una scelta informata: l'annuncio di Boeri.

In vista dell’entrata in vigore della legge che istituisce l’anticipo pensionistico APe volontaria (a partire da maggio 2017), l’INPS prepara una nuova tornata di buste arancioni che forniranno agli interessati tutte le informazioni possibili: lo annuncia il presidente dell’istituto previdenziale, Tito Boeri, spiegando che in arrivo ci sono 150mila buste arancioni. L’INPS le spedisce a coloro che potrebbero essere interessati ad utilizzare l’APe volontaria previsto dal comma 166 e seguenti della Legge di Bilancio, quindi a lavoratori con 63 anni compiuti o che li compiranno entro il 2018, con 20 anni di contributi.

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L’APe volontaria, spiega Boeri,

«è un meccanismo complesso e senza precedenti, vogliamo evitare scelte improprie, i lavoratori devono essere consapevoli. Abbiamo parlato con i sindacati ed elaborato un kit informativo di carattere divulgativo che è già sul sito dell’Inps e verrà integrato ma mano che i decreti attuativi daranno maggiori dettagli».

Sul sito dell’istituto previdenziale sono pubblicate una serie di schede che spiegano i termini generali delle diverse misure di Riforma pensioni previste in Legge di Stabilità: APe volontaria, APe social, cumulo gratuito contributi, pensione anticipata precoci, beneficio lavori usuranti, Opzione Donna, abolizione penalizzazioni pensione anticipata prima dei 62 anni, quattordicesima pensionati. In ogni scheda sono specificati riferimento normativo, platea dei beneficiari, requisiti, procedure.

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«Bisogna fare la scelta più informata possibile» sottolinea il presidente dell’INPS. In pratica, le buste arancioni serviranno a spiegare nel dettaglio ai lavoratori che hanno i requisiti per accedere all’APe volontaria le posizioni previdenziali che hanno maturato fino ad ora in base alle quali viene calcolato l’APe. Il trattamento, lo ricordiamo, consiste in un anticipo sulla pensione, che viene erogato fino alla maturazione del trattamento di vecchiaia, e che poi il beneficiario restituirà con rate ventennali sulla pensione. L’anticipo è erogato dall’INPS ma finanziato dalle banche, e c’è una copertura assicurativa sul rischio di premorienza. Si attendono i decreti attuativi entro l’inizio di marzo, l’APe partirà poi dal maggio 2017, ed è sperimentale per due anni, fino al 31 dicembre 2018.

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Boeri infine esprime un parere positivo sull’APE sociale, che invece è un trattamento destinato a particolari categorie di lavoratori, che prevede requisiti diversi rispetto all’APE volontario anche in termini di contributi, dicendo «che non sarà facile interrompere» questo strumento a fine 2018, e aggiungendo che «bisognerebbe ragionare se darlo indipendentemente dal reddito minimo».

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